le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa Benedetto XVI: la falsità è il marchio del diavolo

Papa Benedetto XVI all'Angelus medita sul Vangelo della domenica ricordando gli apostoli che, non accettando le parole di Gesù, se ne vanno. Ma tra i dodici rimasti, uno non va via. E' Giuda, la cui falsità "è il marchio del diavolo".

Papa Benedetto XVI in questi ultimi giorni di vacanza (sempre relativa per un Papa) si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l'Angelus con i fedeli. Il Santo Padre prima della preghiera mariana si è soffermato in una meditazione del Vangelo della domenica. Dice Papa Benedetto XVI: "Oggi, il Vangelo presenta la reazione dei discepoli a quel discorso (il discorso sul 'pane della vita', che Gesù pronunciò nella sinagoga di Cafarnao, ndr), una reazione che fu Cristo stesso, consapevolmente, a provocare. Anzitutto, l'evangelista Giovanni – che era presente insieme agli altri Apostoli – riferisce che 'da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui' (Gv 6,66). Perché? Perché non credettero alle parole di Gesù che diceva: Io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue vivrà in eterno (cfr Gv 6,51.54), veramente parole inaccettabili, per loro incomprensibili. Questa rivelazione rimaneva per loro incomprensibile, come ho detto, perché la intendevano in senso solo materiale, mentre in quelle parole era preannunciato il mistero pasquale di Gesù, in cui Egli avrebbe donato se stesso per la salvezza del mondo". Il Santo Padre a questo punto cita la domanda che Gesù fa a coloro che erano rimasti: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67); e la risposta di Pietro che a nome dei Dodici risponde: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio" (Gv 6,68-69). Papa Benedetto XVI cita "un bellissimo commento di Sant'Agostino" che dice: "Vedete come Pietro, per grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perché ha capito? Perché ha creduto. Tu hai parole di vita eterna. Tu ci dai la vita eterna offrendoci il tuo corpo risorto e il tuo sangue, te stesso. E noi abbiamo creduto e conosciuto. Non dice: abbiamo conosciuto e creduto, ma abbiamo creduto e poi conosciuto. Abbiamo creduto per poter conoscere; se, infatti, avessimo voluto conoscere prima di credere, non saremmo riusciti né a conoscere né a credere. Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo conosciuto? Che tu sei il Cristo Figlio di Dio, cioè che tu sei la stessa vita eterna, e nella carne e nel sangue ci dai ciò che tu stesso sei" (Commento al Vangelo di Giovanni, 27, 9). Ma tra i dodici c'è qualcuno che "non credeva" ricorda il Papa, e cioè Giuda. Osserva il Santo Padre: "Anche Giuda avrebbe potuto andarsene, come fecero molti discepoli; anzi, avrebbe forse dovuto andarsene, se fosse stato onesto. Invece rimase con Gesù. Rimase non per fede, non per amore, ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro". Spiega il Papa: "Perché? Perché Giuda si sentiva tradito da Gesù, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Gesù aveva deluso queste attese. Il problema è che Giuda non se ne andò, e la sua colpa più grave fu la falsità, che è il marchio del diavolo. Per questo Gesù disse ai Dodici: «Uno di voi è un diavolo!»" (Gv 6,70). Papa Benedetto XVI quindi raccomanda di pregare la Vergine Maria perché "ci aiuti a credere in Gesù, come san Pietro, e ad essere sempre sinceri con Lui e con tutti".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: