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Papa Benedetto XVI: la "bellezza di essere 'figli nel Figlio'"

Papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale riflette sulla "preghiera di Gesù legata alla sua prodigiosa azione guaritrice". Come di consueto il Santo Padre affascina con le sue meditazioni anche chi è solamente assetato di cultura prima che di fede.

Papa Benedetto XVI nell'Aula Paolo VI ha tenuto mercoledì davanti ai fedeli e ai pellegrini giunti da tutta Italia e da ogni parte del mondo una catechesi che aveva come riflessione la "preghiera di Gesù legata alla sua prodigiosa azione guaritrice". Nell'Udienza Generale il Santo Padre si è soffermato su due famose guarigioni fatte da Gesù e descritte nei particolari dall'evangelista Marco (la guarigione del sordomuto - Mc 7,32-37) e da Giovanni (la risurrezione di Lazzaro - Gv 11,1-44). Papa Benedetto XVI dopo aver posto l'attenzione sui due brani del Vangelo (qui sul sito della Santa Sede la catechesi in versione integrale http://is.gd/3AUBOy) ha osservato: "Le due preghiere di Gesù meditate adesso, che accompagnano la guarigione del sordomuto e la risurrezione di Lazzaro, rivelano che il profondo legame tra l'amore a Dio e l'amore al prossimo deve entrare anche nella nostra preghiera. In Gesù, vero Dio e vero uomo, l'attenzione verso l'altro, specialmente se bisognoso e sofferente, il commuoversi davanti al dolore di una famiglia amica, Lo portano a rivolgersi al Padre, in quella relazione fondamentale che guida tutta la sua vita. Ma anche viceversa: la comunione con il Padre, il dialogo costante con Lui, spinge Gesù ad essere attento in modo unico alle situazioni concrete dell'uomo per portarvi la consolazione e l'amore di Dio. La relazione con l'uomo ci guida verso la relazione con Dio, e quella con Dio ci guida di nuovo al prossimo". Papa Benedetto XVI osserva quanto "ciascuno di noi è chiamato a comprendere che nella preghiera di domanda al Signore non dobbiamo attenderci un compimento immediato di ciò che noi chiediamo, della nostra volontà, ma affidarci piuttosto alla volontà del Padre, leggendo ogni evento nella prospettiva della sua gloria, del suo disegno di amore, spesso misterioso ai nostri occhi". "Per questo - continua il Santo Padre -, nella nostra preghiera, domanda, lode e ringraziamento dovrebbero fondersi assieme, anche quando ci sembra che Dio non risponda alle nostre concrete attese. L'abbandonarsi all'amore di Dio, che ci precede e ci accompagna sempre, è uno degli atteggiamenti di fondo del nostro dialogo con Lui". Papa Benedetto XVI evidenzia: "Anche per noi, quindi, al di là di ciò che Dio ci da quando lo invochiamo, il dono più grande che può darci è la sua amicizia, la sua presenza, il suo amore. Lui è il tesoro prezioso da chiedere e custodire sempre". "Cari fratelli e sorelle - conclude il Papa -, la nostra preghiera apre la porta a Dio, che ci insegna ad uscire costantemente da noi stessi per essere capaci di farci vicini agli altri, specialmente nei momenti di prova, per portare loro consolazione, speranza e luce. Il Signore ci conceda di essere capaci di una preghiera sempre più intensa, per rafforzare il nostro rapporto personale con Dio Padre, allargare il nostro cuore alle necessità di chi ci sta accanto e sentire la bellezza di essere 'figli nel Figlio' insieme con tanti fratelli".

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