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Papa Benedetto XVI: l'infinita fantasia con cui Dio opera nel mondo

Papa Benedetto XVI, prima della recita dell'Angelus, esorta a lodare "il Signore per l'infinita 'fantasia' con cui opera nella Chiesa e nel mondo" e spiega "l'invettiva dell'apostolo Giacomo contri i ricchi disonesti".

Dal balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, prima della recita dell'Angelus, Papa Benedetto XVI introduce la preghiera mariana riflettendo sul passo del Vangelo letto questa domenica, che "presenta uno di quegli episodi della vita di Cristo che, pur essendo colti, per così dire, en passant, contengono un profondo significato" come sottolinea il Santo Padre. Papa Ratzinger riassume il passo del Vangelo secondo Marco spiegando che "si tratta del fatto che un tale, che non era dei seguaci di Gesù, aveva scacciato dei demoni nel suo nome. L'apostolo Giovanni, giovane e zelante come era, vorrebbe impedirglielo, ma Gesù non lo permette, anzi, prende spunto da quella occasione per insegnare ai suoi discepoli che Dio può operare cose buone e persino prodigiose anche al di fuori della loro cerchia, e che si può collaborare alla causa del Regno di Dio in diversi modi, anche offrendo un semplice bicchiere d'acqua ad un missionario". Papa Benedetto XVI ricorda quindi le parole di Sant'Agostino che a tal proposito (Sul battesimo contro i donatisti: PL 43, VII, 39, 77) scriveva: "Come nella Cattolica – cioè nella Chiesa – si può trovare ciò che non è cattolico, così fuori della Cattolica può esservi qualcosa di cattolico". Il Papa invita quindi i membri della Chiesa a non provare gelosia ma a "rallegrarsi se qualcuno esterno alla comunità opera il bene nel nome di Cristo, purché lo faccia con intenzione retta e con rispetto". Benedetto XVI ammette che "anche all'interno della Chiesa stessa, può capitare, a volte, che si faccia fatica a valorizzare e ad apprezzare, in uno spirito di profonda comunione, le cose buone compiute dalle varie realtà ecclesiali" esortando invece ad "essere tutti e sempre capaci di apprezzarci e stimarci a vicenda, lodando il Signore per l'infinita 'fantasia' con cui opera nella Chiesa e nel mondo". Papa Benedetto XVI si sofferma anche a commentare la lettera di san Giacomo apostolo, dove "risuona anche l'invettiva dell'apostolo Giacomo contri i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi". Il Pontefice, prendendo in prestito le parole di Cesario di Arles, chiarisce che "la ricchezza non può fare del male a un uomo buono, perché la dona con misericordia, così come non può aiutare un uomo cattivo, finché la conserva avidamente o la spreca nella dissipazione". Papa Ratzinger rammenta quindi che "le parole dell'apostolo Giacomo, mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli".

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