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Papa Benedetto XVI: il "sàpere" dona sapore alla vita

Non esiste contrasto tra scienza e fede, tra ragione e comprensione del disegno di Dio nell'universo. Papa Benedetto XVI afferma infatti che "la fede permette al progresso scientifico di realizzarsi sempre per il bene e per la verità dell'uomo, restando fedele a questo stesso disegno". E qualcuno ricorda le celebri risposte ai "Cento problemi di fede" di mons. Pier Carlo Landucci.

Papa Benedetto XVI prosegue nell'Udienza Generale di mercoledì (21 novembre) il nuovo ciclo di catechesi inaugurato in occasione dell'Anno della Fede. Papa Ratzinger riflette nell'ultima catechesi sul rapporto tra fede e ragione e, più in generale, sul supposto "conflitto" tra scienza e fede. Papa Benedetto XVI sintetizza quindi un concetto fondamentale: "La fede porta a scoprire che l'incontro con Dio valorizza, perfeziona ed eleva quanto di vero, di buono e di bello c'è nell'uomo. Accade così che, mentre Dio si rivela e si lascia conoscere, l'uomo viene a sapere chi è Dio e, conoscendolo, scopre se stesso, la propria origine, il proprio destino, la grandezza e la dignità della vita umana". Osserva il Santo Padre: "La fede permette un sapere autentico su Dio che coinvolge tutta la persona umana: è un "sàpere", cioè un conoscere che dona sapore alla vita, un gusto nuovo d'esistere, un modo gioioso di stare al mondo. La fede si esprime nel dono di sé per gli altri, nella fraternità che rende solidali, capaci di amare, vincendo la solitudine che rende tristi. Questa conoscenza di Dio attraverso la fede non è perciò solo intellettuale, ma vitale. E' la conoscenza di Dio-Amore, grazie al suo stesso amore. L'amore di Dio poi fa vedere, apre gli occhi, permette di conoscere tutta la realtà, oltre le prospettive anguste dell'individualismo e del soggettivismo che disorientano le coscienze. La conoscenza di Dio è perciò esperienza di fede e implica, nel contempo, un cammino intellettuale e morale: toccati nel profondo dalla presenza dello Spirito di Gesù in noi, superiamo gli orizzonti dei nostri egoismi e ci apriamo ai veri valori dell'esistenza".

Il Papa si sofferma poi sulla "ragionevolezza della fede in Dio" sottolineando che il "cosiddetto fideismo, che è la volontà di credere contro la ragione" è stato rigettato dalla tradizione cattolica "sin dall'inizio". Papa Benedetto XVI rifiuta anche l'interpretazione del "Credo quia absurdum (credo perché è assurdo)" che, sottolinea Papa Ratzinger "non è formula che interpreti la fede cattolica. Dio, infatti, non è assurdo, semmai è mistero. Il mistero, a sua volta, non è irrazionale, ma sovrabbondanza di senso, di significato, di verità". Medita Papa Benedetto XVI: "E' falso il pregiudizio di certi pensatori moderni, secondo i quali la ragione umana verrebbe come bloccata dai dogmi della fede. E' vero esattamente il contrario, come i grandi maestri della tradizione cattolica hanno dimostrato. Sant'Agostino, prima della sua conversione, cerca con tanta inquietudine la verità, attraverso tutte le filosofie disponibili, trovandole tutte insoddisfacenti. La sua faticosa ricerca razionale è per lui una significativa pedagogia per l'incontro con la Verità di Cristo. Quando dice: «comprendi per credere e credi per comprendere» (Discorso 43, 9: PL 38, 258), è come se raccontasse la propria esperienza di vita. Intelletto e fede, dinanzi alla divina Rivelazione non sono estranei o antagonisti, ma sono ambedue condizioni per comprenderne il senso, per recepirne il messaggio autentico, accostandosi alla soglia del mistero".

A tale proposito è interessante rileggere ciò che scriveva mons. Pier Carlo Landucci (morto in concetto di santità nel 1986) in una delle sue celebri risposte nei "Cento problemi di fede" : "Volete obiettare che l'adesione a ciò che non può essere penetrato a fondo costituisce pur sempre un'innegabile, scottante mortificazione per l'intelligenza umana anelante alla chiarezza? Sotto un certo aspetto è vero. Ed è cioò che crea il merito maggiore dell'atto di fede e gli conferisce la sua inconfondibile fisionomia. Il tormento della ricerca e della scoperta di Dio non può avere in terra il suo completo appagamento. (...) Ma sotto altri aspetti è un'adesione che, anche durante la vita terrena, anziché mortificare, esalta e conforta la razionalità umana". (da "Cento problemi di fede", settima edizione, pag.3, risposta alla domanda "L'oscurità dei misteri cristiani insopportabile alla mentalità critica moderna", stampa a cura del Postulatore della Causa di Canonizzazione, marzo 2003).

Papa Benedetto XVI spiega quindi "il rapporto virtuoso fra scienza e fede" con queste parole: "La ricerca scientifica porta alla conoscenza di verità sempre nuove sull'uomo e sul cosmo, lo vediamo. Il vero bene dell'umanità, accessibile nella fede, apre l'orizzonte nel quale si deve muovere il suo cammino di scoperta. Vanno pertanto incoraggiate, ad esempio, le ricerche poste a servizio della vita e miranti a debellare le malattie. Importanti sono anche le indagini volte a scoprire i segreti del nostro pianeta e dell'universo, nella consapevolezza che l'uomo è al vertice della creazione non per sfruttarla insensatamente, ma per custodirla e renderla abitabile. Così la fede, vissuta realmente, non entra in conflitto con la scienza, piuttosto coopera con essa, offrendo criteri basilari perché promuova il bene di tutti, chiedendole di rinunciare solo a quei tentativi che - opponendosi al progetto originario di Dio - possono produrre effetti che si ritorcono contro l'uomo stesso. Anche per questo è ragionevole credere: se la scienza è una preziosa alleata della fede per la comprensione del disegno di Dio nell'universo, la fede permette al progresso scientifico di realizzarsi sempre per il bene e per la verità dell'uomo, restando fedele a questo stesso disegno". "Nel Vangelo viene inaugurato un nuovo umanesimo, un'autentica 'grammatica' dell'uomo e di tutta la realtà - spiega ancora Papa Benedetto XVI -. Afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: 'La verità di Dio è la sua sapienza che regge l'ordine della creazione e del governo del mondo. Dio che, da solo, «ha fatto cielo e terra» (Sal 115,15), può donare, egli solo, la vera conoscenza di ogni cosa creata nella relazione con lui' (n. 216)".
La catechesi del Santo Padre , che merita di essere letta, anche per curiosità intellettuale, nella sua versione integrale, è come sempre sul sito della Santa Sede.

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