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Papa Benedetto XVI: i Pastori Sardi cantano l'Ave Maria in limba

Benedetto XVI all'Udienza Generale parla di un Pastore di anime come San Francesco di Sales, Vescovo di Ginevra e Dottore della Chiesa (1567-1622). I Pastori Sardi nelle prime file ad ascoltarlo con attenzione. Il Papa li saluta con affetto e promette la sua preghiera.

Papa Benedetto XVI ha accolto i pellegrini giunti da tutte le parti d'Italia e del mondo in occasione dell'Udienza Generale nell'Aula Paolo VI in Vaticano.
Nelle prime file, ad ascoltare in silenzioso rispetto le parole del Santo Padre c'era una delegazione del Movimento Pastori Sardi, con i loro fazzoletti blu e gialli al collo.
E Benedetto XVI ha incentrato la sua catechesi proprio su un Pastore di anime che diventò santo, San Francesco di Sales, Vescovo di Ginevra e Dottore della Chiesa (1567-1622).
"Pastore di una diocesi povera e tormentata, in un paesaggio di montagna di cui conosceva bene tanto la durezza quanto la bellezza - dice il Santo Padre - egli scrive: "[Dio] l'ho incontrato pieno di dolcezza e soavità fra le nostre più alte e aspre montagne, ove molte anime semplici lo amavano e adoravano in tutta verità e sincerità; e caprioli e camosci correvano qua e là tra i ghiacci spaventosi per annunciare le sue lodi".
Da questa catechesi, come sempre magistrale ed estremamente godibile anche "letterariamente" come Benedetto XVI ci ha ormai abituato, non a caso di San Francesco di Sales ricorda: "Della parola 'umanità' egli ha incarnato diverse accezioni che, oggi come ieri, questo termine può assumere: cultura e cortesia, libertà e tenerezza, nobiltà e solidarietà. Nell' aspetto aveva qualcosa della maestà del paesaggio in cui è vissuto, conservandone anche la semplicità e la naturalezza. Le antiche parole e le immagini in cui si esprimeva suonano inaspettatamente, anche all'orecchio dell'uomo d'oggi, come una lingua nativa e familiare" (http://is.gd/lbtFrQ).
E sicuramente i Pastori Sardi, ascoltando queste parole, si saranno un po' ritrovati, visto il loro antico lavoro e l'osmosi di cui possono godere con la natura, aspra ma che testimonia allo stesso tempo la bellezza del creato e la presenza di Dio.
E forse, ascoltando le accezioni del significato della parola "umanità" pronunciate dal Papa, ovvero "cultura e cortesia, libertà e tenerezza, nobiltà e solidarietà" i Pastori si sono ricordati di quanto è bello arrivare in continente (sul suolo Vaticano) ed essere trattati con rispetto e affetto.
Non a caso Diego Manca di Bitti, uno dei portavoce dell'MPS ha dichiarato "Per la prima volta da quando usciamo dalla Sardegna abbiamo avuto una accoglienza come si deve, trattati bene, da cristiani. Ma forse solo perché eravamo in un altro Stato". Parole amare visto che le manganellate, le vessazioni e la "sospensione della Costituzione" sono state la procedura operativa standard per dare il benvenuto alle manifestazioni del Movimento Pastori Sardi (leggi "Pastori sardi: non si manganellano gli agnelli" http://is.gd/TOT9FT).
Il Movimento Pastori Sardi si presenta con queste parole "nel messaggio consegnato al prefetto vaticano per farlo pervenire al Papa" come scrive L'Unione Sarda (http://is.gd/MQq2sr): "Noi siamo umili pastori di pecore. I nostri diritti sono disattesi e umiliati da chi ha sempre speculato sulle nostre spalle e con scelte di comodo che ci stanno facendo scomparire".
E il Santo Padre, dopo la catechesi, risponde al Movimento Pastori con affetto: "A tutti assicuro la mia preghiera perché si rafforzi in ciascuno il desiderio di testimoniare Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo". E Gesù Cristo non è forse "il buon pastore"? I delegati del Movimento Pastori Sardi sventolano i loro fazzoletti giallo blu mentre, in modo toccante, intonano l'Ave Maria in "limba" (in lingua sarda).

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