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Papa Benedetto XVI è "saputo partire": un atto di totale abnegazione

Papa Benedetto XVI vola via dal Vaticano, e alle 20:01 inizierà la Sede vacanate. Le dimissioni devono essere viste come un atto di totale abnegazione verso la Chiesa, perché Papa Ratzinger è "saputo partire" pur rimanendo nel "recinto di san Pietro".

In tanti, in questi giorni, si sono chiesti perché Papa Benedetto XVI si è dimesso, e tanti altri hanno cercato di trovare una spiegazione a tale decisione. A motivare la scelta di lasciare il ministero petrino è stato più volte lo stesso Papa Benedetto XVI, anche durante il suo discorso prima dell'ultimo Angelus , quando sottolinea: "Il Signore mi chiama a salire sul monte, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione - e precisa - Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi. Se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla, con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze". Papa Ratzinger torna sulle ragioni della sua decisione anche durante l'ultima udienza generale a Piazza San Pietro, dove ribadisce: "In questi ultimi mesi, ho sentito che le mie forze erano diminuite, e ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la sua luce per farmi prendere la decisione più giusta non per il mio bene, ma per il bene della Chiesa. Ho fatto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma con una profonda serenità d'animo. Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi".

Parole, queste, che rievocano, con le dovute differenze, una delle riflessioni che si trovano nel libro redatto da Rodolfo Plus S.J. intitolato "Ai sacerdoti - La mia meditazione. Brevi argomenti per ogni giorno dell'anno" (casa editrice Marietti, 1938). Una meditazione è dedicata infatti al "sapersi ritirare a tempo", nel cui capitolo si legge (i neretti sono nel testo originale):

"Se è cosa ammirabile e commovente vedere, in certe parrocchie o in alcuni posti, dei sacerdoti, che l'età o la malattia han colmato di infermità, rendendoli quasi invalidi, è però cosa triste constatare che un bene considerevole non si fa più in quell'opera o in quella chiesa, perché 'l'operaio' non è più in grado di compierla; e tuttavia s'è abbarbicato alla sua situazione; non è più capace secondo l'avviso di tutti e secondo l'evidenza più eloquente, e tuttavia rimane. Ah! se fosse perché manca la mano d'opera e perché il posto resterebbe vacante posta la scarsezza del clero, la cosa andrebbe benissimo. Ma questa non è la nostra ipotesi; chi mi sostituirebbe c'è; ma per ragione o di profitto o di segreta vanità, non voglio partire. Riconosciamolo: partire è cosa dura. Perché, anche senza i due motivi su accennati, ce n'è un terzo: quando si è lavorato molto, si perde il segreto di sapersi riposare. Un romanziere ha notato finemente, parlando di un industriale, che egli invecchiava soltanto alla domenica e che il riposo lo stancava. Il tema del resto è sfruttato: tristezza del contadino che ha ceduto il suo fondo; tristezza del commerciante che ha ceduto il suo commercio; dell'ufficiale o del funzionario in ritiro; e il Pascal esprimeva la verità quando diceva: 'Quando un soldato o un operaio si lamenta della fatica che deve fare, lo si metta a far nulla'. Il risposo è per alcuni più faticoso che il lavoro. Non importa. Qualunque sia il lato penoso di questa inazione (che supponiamo diventa veramente necessaria) sappiamo partire, lasciamo il posto, passiamo la consegna ad altri. E' un bell'atto di abnegazione e di rinuncia".

E' quindi un atto di totale abnegazione verso la Chiesa quello che Papa Benedetto XVI ha fatto sapendo "partire" dal ministero di Pietro, anche se il Santo Padre rassicura tutti i fedeli spiegando: "Il 'sempre' è anche un 'per sempre' - non c'è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all'esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell'officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all'opera di Dio".

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