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Papa Benedetto XVI e "l'arte musicale al servizio del culto divino"

La "musica sacra" per la Chiesa è di grande importanza tanto che il Pontificio Istituto di Musica Sacra festeggia quest'anno i cento anni dalla fondazione dell'Istituto. Papa Benedetto XVI in una affettosa lettera al Card. Zenon Grocholewski spiega il valore liturgico e il suo giusto "progresso".

La musica è per molti studiosi un'espressione completa, quasi "totalizzante", che racchiude ben oltre i meri attributi fisici che gli si attribuiscono, così essenziali in una società sempre più "tecnica, metrica ed elettronica" per citare Kattens. Non a caso la musica è per la Chiesa innanzitutto "preghiera" e Papa Benedetto XVI in questo spirito di "funzionalità" liturgica, scrive un'affettuosa lettera al Gran Cancelliere del Pontificio Istituto di Musica Sacra, Cardinale Zenon Grocholewski, in occasione del 100esimo Anniversario di Fondazione dell'Istituto. Scrive il Papa: "Cento anni sono trascorsi da quando il mio santo predecessore Pio X fondò la Scuola Superiore di Musica Sacra, elevata a Pontificio Istituto dopo un ventennio dal Papa Pio XI. Questa importante ricorrenza è motivo di gioia per tutti i cultori della musica sacra, ma più in generale per quanti, a partire naturalmente dai Pastori della Chiesa, hanno a cuore la dignità della Liturgia, di cui il canto sacro è parte integrante". In effetti i "cultori" della musica sacra crescono sempre di più a dispetto dei tempi, e si nota una riscoperta della musica sacra nella Chiesa Cattolica, non solo all'interno della Liturgia, ma anche come "omaggio e balsamo dell'anima", come ad esempio testimoniano a Roma i tradizionali (ed apprezzatissimi) concerti nella Basilica di Santa Prassede (a due passi da Santa Maria Maggiore). Papa Benedetto XVI spiega il "senso" dell'Istituzione che festeggia un secolo di attività: "Per cogliere chiaramente l'identità e la missione del Pontificio Istituto di Musica Sacra, occorre ricordare che il Papa san Pio X lo fondò otto anni dopo aver emanato il Motu proprio Tra le sollecitudini, del 22 novembre 1903, col quale operò una profonda riforma nel campo della musica sacra, rifacendosi alla grande tradizione della Chiesa contro gli influssi esercitati dalla musica profana, specie operistica. Tale intervento magisteriale aveva bisogno, per la sua attuazione nella Chiesa universale, di un centro di studio e di insegnamento che potesse trasmettere in modo fedele e qualificato le linee indicate dal Sommo Pontefice, secondo l'autentica e gloriosa tradizione risalente a san Gregorio Magno". E il Papa risponde anche alle "critiche" che alle volte sono state fatte all'"attaccamento" sul "repertorio" musicale "datato" rispetto alle "mode" del momento. Scrive il Papa al Gran Cancelliere: "A volte, infatti, tali elementi, che si ritrovano nella Sacrosanctum Concilium, quali, appunto, il valore del grande patrimonio ecclesiale della musica sacra o l'universalità che è caratteristica del canto gregoriano, sono stati ritenuti espressione di una concezione rispondente ad un passato da superare e da trascurare, perché limitativo della libertà e della creatività del singolo e delle comunità". Papa Benedetto XVI quindi spiega: "Ma dobbiamo sempre chiederci nuovamente: chi è l'autentico soggetto della Liturgia? La risposta è semplice: la Chiesa. Non è il singolo o il gruppo che celebra la Liturgia, ma essa è primariamente azione di Dio attraverso la Chiesa, che ha la sua storia, la sua ricca tradizione e la sua creatività. La Liturgia, e di conseguenza la musica sacra, 'vive di un corretto e costante rapporto tra sana traditio e legitima progressio', tenendo sempre ben presente che questi due concetti - che i Padri conciliari chiaramente sottolineavano - si integrano a vicenda perché 'la tradizione è una realtà viva, include perciò in se stessa il principio dello sviluppo, del progresso'". La lettera completa di Papa Benedetto XVI al Cardinale Zenon Grocholewski Gran Cancelliere del Pontificio Istituto di Musica Sacra è disponibile sul sito della Santa Sede (http://is.gd/VNoFql).

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