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Papa Benedetto XVI e l'Unità dei Cristiani dono di Gesù Misericordioso

Papa Benedetto XVI inaugura la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, e ricorda "quel dono straordinario per cui lo stesso Signore Gesù ha pregato durante l'Ultima Cena, prima della sua passione". Parole che ricordano le rivelazioni di Gesù a Santa Faustina Kowalska.

Papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale di mercoledì si è occupato nella Catechesi di un tema fondamentale nella cristianità, ovvero l'unità della Chiesa. L'unità della Chiesa è così importante che proprio come riporta il III Quaderno di Santa Faustina Kowalska (Diario, 1218), nella Novena che deve precedere la Festa della Divina Misericordia (http://is.gd/oKQfaG), Gesù stesso dice: "Oggi conduciMi le anime degli eretici e degli scismatici ed immergile nel mare della Mia Misericordia. Nella mia amara Passione Mi hanno lacerato le carni ed il cuore, cioè la Mia Chiesa. Quando ritorneranno all'unità della Chiesa, si rimargineranno le Mie ferite ed in questo modo allevieranno la Mia Passione" (http://is.gd/Ald60K). Papa Benedetto XVI all'inizio della sua Catechesi infatti spiega: Inizia oggi la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che, da oltre un secolo, viene celebrata ogni anno da cristiani di tutte le Chiese e Comunità ecclesiali, per invocare quel dono straordinario per cui lo stesso Signore Gesù ha pregato durante l'Ultima Cena, prima della sua passione: "Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17,21)". Il Santo Padre ricorda che "la pratica della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani fu introdotta nel 1908 da Padre Paul Wattson, fondatore di una comunità religiosa anglicana che entrò in seguito nella Chiesa cattolica. L'iniziativa ricevette la benedizione del Papa san Pio X e fu poi promossa dal Papa Benedetto XV, che ne incoraggiò la celebrazione in tutta la Chiesa cattolica con il Breve Romanorum Pontificum, del 25 febbraio 1916". Ovviamente, ricorda il Papa "questo appuntamento spirituale, che unisce cristiani di tutte le tradizioni, accresce la nostra consapevolezza del fatto che l'unità verso cui tendiamo non potrà essere solo il risultato dei nostri sforzi, ma sarà piuttosto un dono ricevuto dall'alto, da invocare sempre" e sottolinea quanto "Ogni anno i sussidi per la Settimana di Preghiera vengono preparati da un gruppo ecumenico di una diversa regione del mondo". Questa volta i sussidi "sono stati proposti da un gruppo misto composto da rappresentanti della Chiesa cattolica e del Consiglio Ecumenico Polacco, che comprende varie Chiese e Comunità ecclesiali del Paese". Il riferimento alla nazione polacca non può che ricordare una frase che proprio Gesù, sempre nel Diario di Santa Faustina Kowalska, dice sulla Polonia: "Amo la Polonia in modo particolare e, se ubbidirà al Mio volere, l'innalzerò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia ultima venuta" (Diario, 1732). Dice Papa Benedetto XVI nella catechesi: "Il tema della Settimana di quest'anno - come abbiamo sentito - è preso dalla Prima Lettera ai Corinzi: - 'Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore' (cfr 1 Cor 15,51-58), la sua vittoria ci trasformerà. E questo tema è stato suggerito dall'ampio gruppo ecumenico polacco che ho citato, il quale, riflettendo sulla propria esperienza come nazione, ha voluto sottolineare quanto forte sia il sostegno della fede cristiana in mezzo a prove e sconvolgimenti, come quelli che hanno caratterizzato la storia della Polonia". Il tema scelto è stato quindi quello "incentrato sul potere trasformante della fede in Cristo, in particolare alla luce dell'importanza che essa riveste per la nostra preghiera in favore dell'unità visibile della Chiesa, Corpo di Cristo", dice il Papa. Papa Benedetto XVI indica nella sua Catechesi il cammino, fatto di passi concreti e non di gesti esteriori: "La piena e visibile unità dei cristiani, a cui aneliamo, esige che ci lasciamo trasformare e conformare, in maniera sempre più perfetta, all'immagine di Cristo. L'unità per la quale preghiamo richiede una conversione interiore, sia comune che personale. Non si tratta semplicemente di cordialità o di cooperazione, occorre soprattutto rafforzare la nostra fede in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, che ci ha parlato e si è fatto uno di noi; occorre entrare nella nuova vita in Cristo, che è la nostra vera e definitiva vittoria; occorre aprirsi gli uni agli altri, cogliendo tutti gli elementi di unità che Dio ha conservato per noi e sempre nuovamente ci dona; occorre sentire l'urgenza di testimoniare all'uomo del nostro tempo il Dio vivente, che si è fatto conoscere in Cristo". Perché, conclude il Santo Padre: "Il cammino della Chiesa, come quello dei popoli, è nelle mani del Cristo risorto, vittorioso sulla morte e sull'ingiustizia che Egli ha portato e ha sofferto a nome di tutti. Egli ci fa partecipi della sua vittoria. Solo Lui è capace di trasformarci e renderci, da deboli e titubanti, forti e coraggiosi nell'operare il bene. Solo Lui può salvarci dalle conseguenze negative delle nostre divisioni". Il testo integrale della catechesi è disponibile sul sito della Santa Sede (http://is.gd/NE17rn). Ogni informazione su Santa Faustina Kowalska, sul suo Diario e sul Culto alla Divina Misericordia può essere trovata sul sito del Santuario della Divina Misericordia (in Roma e dei Centri di Spiritualità in Italia) all'indirizzo www.divinamisericordia.it.

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