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Papa Benedetto XVI: cristiani come "città posta sopra un monte"

Papa Benedetto XVI prima della preghiera dell'Angelus rivolge ai fedeli giunti a Piazza San Pietro parole di riflessione sul Vangelo della prima Domenica di Avvento. "La Vergine Maria incarna perfettamente lo spirito dell'Avvento, fatto di ascolto di Dio, di desiderio profondo di fare la sua volontà, di gioioso servizio al prossimo", sottolinea il Santo Padre.

Papa Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini giunti a Piazza San Pietro. Il Santo Padre prima della preghiera mariana come di consueto rivolge una breve riflessione sulle letture e sul Vangelo della Domenica, la prima dell'Anno liturgico. Spiega il Papa: "Oggi la Chiesa inizia un nuovo Anno liturgico, un cammino che viene ulteriormente arricchito dall'Anno della fede, a 50 anni dall'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il primo Tempo di questo itinerario è l'Avvento, formato, nel Rito Romano, dalle quattro settimane che precedono il Natale del Signore, cioè il mistero dell'Incarnazione. La parola «avvento» significa «venuta» o «presenza». Nel mondo antico indicava la visita del re o dell'imperatore in una provincia; nel linguaggio cristiano è riferita alla venuta di Dio, alla sua presenza nel mondo; un mistero che avvolge interamente il cosmo e la storia, ma che conosce due momenti culminanti: la prima e la seconda venuta di Gesù Cristo". Papa Benedetto XVI sottolinea come "la venuta del Signore continua, il mondo deve essere penetrato dalla sua presenza" e che "Aaquesto ci richiama oggi la Parola di Dio, tracciando la linea di condotta da seguire per essere pronti alla venuta del Signore. Nel Vangelo di Luca, Gesù dice ai discepoli: «I vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita...vegliate in ogni momento pregando» (Lc 21,34.36). Dunque, sobrietà e preghiera. E l'apostolo Paolo aggiunge l'invito a «crescere e sovrabbondare nell'amore» tra noi e verso tutti, per rendere saldi i nostri cuori e irreprensibili nella santità (cfr 1 Ts 3,12-13)". Papa Benedetto XVI conclude quindi la sua riflessione prima dell'Angelus: "In mezzo agli sconvolgimenti del mondo, o ai deserti dell'indifferenza e del materialismo, i cristiani accolgono da Dio la salvezza e la testimoniano con un diverso modo di vivere, come una città posta sopra un monte. «In quei giorni – annuncia il profeta Geremia – Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia» (33,16). La comunità dei credenti è segno dell'amore di Dio, della sua giustizia che è già presente e operante nella storia ma che non è ancora pienamente realizzata, e pertanto va sempre attesa, invocata, ricercata con pazienza e coraggio". Il Santo Padre termina le sue parole prima dell'Angelus con l'esaltazione della Madre celeste: "La Vergine Maria incarna perfettamente lo spirito dell'Avvento, fatto di ascolto di Dio, di desiderio profondo di fare la sua volontà, di gioioso servizio al prossimo. Lasciamoci guidare da lei, perché il Dio che viene non ci trovi chiusi o distratti, ma possa, in ognuno di noi, estendere un po' il suo regno di amore, di giustizia e di pace".

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