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Papa Benedetto XVI: chi ha responsabilità sia onesto più degli altri

Papa Benedetto XVI, prima dell'Angelus, si sofferma sul Vangelo della III Domenica di Avvento, spiegando che "giustizia e carità non si oppongono", ricordando il settimo comandamento "non rubare" e ricordando come "la conversione comincia dall'onestà e dal rispetto degli altri", indicazioni che valgono per tutti ma "specialmente per chi ha maggiori responsabilità".Un pensiero particolare, poi, ai familiari della strage di Newtown, dove sono stati uccisi 20 bambini.

Dopo aver visitato la parrocchia di San Patrizio a Colle Prenestino, nel settore est della diocesi di Roma, e aver celebrato lì la Santa Messa, Papa Benedetto XVI torna in Vaticano per la recita dell'Angelus. Prima dell'Angelus, il Santo padre si sofferma sul Vangelo di questa III domenica di Avvento, domenica "Gaudete", che "presenta nuovamente la figura di Giovanni Battista, e lo ritrae mentre parla alla gente che si reca da lui al fiume Giordano per farsi battezzare", spiega il Papa. "Che cosa dobbiamo fare?" per prepararci alla venuta del Messia, domandano quindi a Giovanni Battista, che risponde approfondendo dei temi che sono ad oggi ancora "di grande attualità", come sottolinea Papa Ratzinger dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano a Piazza San Pietro.

La prima risposta di Giovanni Battista è infatti "rivolta alla folla in generale", e dice: "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto" (v. 11). Papa Benedetto XVI spiega quindi come in questo passaggio venga illustrato "un criterio di giustizia, animato dalla carità" perché, continua il Santo Padre, "la giustizia chiede di superare lo squilibrio tra chi ha il superfluo e chi manca del necessario" e "la carità spinge ad essere attento all'altro e ad andare incontro al suo bisogno, invece di trovare giustificazioni per difendere i propri interessi". Il Papa quindi chiarisce come "giustizia e carità non si oppongono, ma sono entrambe necessarie e si completano a vicenda - aggiungendo - 'L'amore sarà sempre necessario, anche nella società più giusta', perché 'sempre ci saranno situazioni di necessità materiale nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore per il prossimo" (Enc. Deus caritas est, 28).

La seconda risposta di Giovanni Battista è invece "diretta ad alcuni 'pubblicani', cioè esattori delle tasse per conto dei Romani". Il Papa ricorda quindi che "i pubblicani erano disprezzati" non solo per il fatto di essere esattori delle tasse ma "anche perché spesso approfittavano della loro posizione per rubare". Benedetto XVI evidenzia quindi come Giovanni Battista non dice ai pubblicani di "cambiare mestiere" ma li esorta a "non esigere nulla di più di quanto è stato fissato" (cfr v. 13). Il Pontefice spiega infatti che "il profeta, a nome di Dio, non chiede gesti eccezionali, ma anzitutto il compimento onesto del proprio dovere" e questo perché "il primo passo verso la vita eterna è sempre l'osservanza dei comandamenti, in questo caso il settimo: 'Non rubare'" (cfr Es 20,15).

Infine, la terza risposta data da Giovanni Battista è rivolta ai "soldati, un'altra categoria dotata di un certo potere, e quindi tentata di abusarne", spiega il Papa. Ricordando che "ai soldati Giovanni dice: 'Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe' (v. 14)", Papa Benedetto XVI sottolinea infatti come "la conversione comincia dall' onestà (anche intellettuale, ndr) e dal rispetto degli altri", chiarendo che questa "indicazione vale per tutti" ma "specialmente per chi ha maggiori responsabilità".

Prima di recitare l'Angelus, il Santo Padre conclude quindi la riflessione sul Vangelo odierno sottolineando come colpisca "la grande concretezza delle parole di Giovanni" se si considerano "nell'insieme questi dialoghi", e spiega: "Dal momento che Dio ci giudicherà secondo le nostre opere, è lì, nei comportamenti, che bisogna dimostrare di seguire la sua volontà. E proprio per questo le indicazioni del Battista sono sempre attuali: anche nel nostro mondo così complesso, le cose andrebbero molto meglio se ciascuno osservasse queste regole di condotta. Preghiamo allora il Signore, per intercessione di Maria Santissima, affinché ci aiuti a prepararci al Natale portando buoni frutti di conversione".

Dopo l'Angelus, Papa Benedetto XVI rivolge un pensiero particolare, direttamente in lingua inglese, alle famiglie delle vittime della strage di Newtown, la cui "violenza insensata" lo ha "profondamente addolorato". "Assicuro le famiglie delle vittime, in particolare coloro che hanno perso un figlio, della mia vicinanza nella preghiera - dice quindi Papa Ratzinger, e prega - Che il Dio della consolazione tocchi il loro cuore per alleviare il loro dolore. Durante questo tempo di Avvento, dedichiamoci con più fervore alla preghiera e agli atti di pace. Al momento le persone colpite da questa tragedia, e su ciascuno di voi, invoco abbondanti benedizioni di Dio!".

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