le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa Benedetto XVI: che senso ha vivere? La risposta non è in FORTRAN

Papa Benedetto XVI osserva come alle "domande fondamentali" il sapere della scienza da solo non basta a rispondere. Nessun "dilemma di Benedetto XVI" quindi su una presunta "obsolescenza pianificata" della religione. Perché la fede è "un dono" quanto "un atto autenticamente umano".

Papa Benedetto XVI ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi che interrompe, per ora, quello dedicato alla "scuola di preghiera". Il Papa ha infatti cominciato, in occasione dell'Anno della fede, una nuova serie di catechesi dedicate proprio alle fede e al suo senso profondo per il cristiano. Cristiano vittima sovente di un "analfabetismo religioso" che "tocca anche i contenuti basilari della fede" come ricordava l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Ma il fedele, in genere, non è esposto solamente ai pericoli della sua "ignoranza" ma anche a quelli di un mondo che, in un certo senso, è comunque "ostile" alle religioni, le quali sarebbero ritenute dall'"uomo contemporaneo" quasi sorpassate ed obsolete. Nell'Udienza Generale di mercoledì 24 ottobre Papa Benedetto XVI riflette quindi sugli interrogativi fondamentali, come sulle questioni "esistenziali", che possono naturalmente sorgere nel fedele come in chi non crede.

"Oggi vorrei riflettere con voi su una questione fondamentale: che cosa è la fede? Che cosa significa credere oggi?" - si chiede Papa Ratzinger. Il Santo Padre spiega: "Oggi, insieme a tanti segni di bene, cresce intorno a noi anche un certo deserto spirituale. (...) Nonostante la grandezza delle scoperte della scienza e dei successi della tecnica, oggi l'uomo non sembra diventato veramente più libero, più umano; permangono tante forme di sfruttamento, di manipolazione, di violenza, di sopraffazione, di ingiustizia ... Un certo tipo di cultura, poi, ha educato a muoversi solo nell'orizzonte delle cose, del fattibile, a credere solo in ciò che si vede e si tocca con le proprie mani. D'altra parte, però, cresce anche il numero di quanti si sentono disorientati e, nella ricerca di andare oltre una visione solo orizzontale della realtà, sono disponibili a credere a tutto e al suo contrario". "In questo contesto - continua nella sua catechesi Papa Benedetto XVI - riemergono alcune domande fondamentali, che sono molto più concrete di quanto appaiano a prima vista: che senso ha vivere? C'è un futuro per l'uomo, per noi e per le nuove generazioni? In che direzione orientare le scelte della nostra libertà per un esito buono e felice della vita? Che cosa ci aspetta oltre la soglia della morte? Da queste insopprimibili domande emerge come il mondo della pianificazione, del calcolo esatto e della sperimentazione, in una parola il sapere della scienza, pur importante per la vita dell'uomo, da solo non basta".

Spiega il Papa: "Noi abbiamo bisogno non solo del pane materiale, abbiamo bisogno di amore, di significato e di speranza, di un fondamento sicuro, di un terreno solido che ci aiuti a vivere con un senso autentico anche nella crisi, nelle oscurità, nelle difficoltà e nei problemi quotidiani. La fede ci dona proprio questo: è un fiducioso affidarsi a un «Tu», che è Dio, il quale mi dà una certezza diversa, ma non meno solida di quella che mi viene dal calcolo esatto o dalla scienza". Il fatto che Papa Benedetto XVI parli di "scienza" come "il mondo della pianificazione, del calcolo esatto e della sperimentazione" non può che far tornare alla mente di qualcuno il titolo di una antologia di racconti di fantascienza uscita in Italia su Urania nel 1978 che si chiamava appunto "Il dilemma di Benedetto XVI". Antologia che seguiva lo scandaloso "Buone Notizie dal Vaticano" dove Robert Silverberg faceva eleggere dal Conclave un computer al posto del Papa.

Ma c'è una canzone del 1982, chiamata "Planned Obsolescence", scritta da una giovanissima Natalie Merchant dei "10,000 Maniacs" (dall'EP d'esordio Human Conflict Number Five) che ha il merito di riassumere in modo emblematico il "credo" dell'"uomo moderno". Il testo di "Planned Obsolescence" non potrebbe infatti essere più appropriato: "Science is truth for life / Watch religion fall obsolete / Science Will be truth for life / Technology as nature / Science Truth for life / In fortran tongue the Answer". E poi la lunga lista, dalla risposta quasi "automatica", di cui "ogni uomo moderno si può rendere conto": "Any modern man can see / That religion is Obsolete / Piety Obsolete / Ritual Obsolete / Martyrdom Obsolete / Prophetic vision Obsolete / Mysticism Obsolete / Commitment Obsolete / Sacrament Obsolete / Revelation Obsolete".

Ma se la risposta, scriveva Natalie Merchant, con una certa amara ironia è data dalla scienza in FORTRAN, quindi incomprensibile a tutti se non ai "sacerdoti" della tecnologia, ecco che la fede invece parla a tutti in quanto, come ricorda Papa Benedetto XVI nella sua catechesi questa "non è un semplice assenso intellettuale dell'uomo a delle verità particolari su Dio; è un atto con cui mi affido liberamente a un Dio che è Padre e mi ama; è adesione a un «Tu» che mi dona speranza e fiducia". Fede che non ha brevetti, che non è commerciabile, che non ha un' "obsolescenza programmata" in quanto non "fabbricata" dall'uomo, fede che è sempre un dono. Dice Papa Ratzinger all'Udienza Generale: "La fede è credere a questo amore di Dio che non viene meno di fronte alla malvagità dell'uomo, di fronte al male e alla morte, ma è capace di trasformare ogni forma di schiavitù, donando la possibilità della salvezza. Avere fede, allora, è incontrare questo «Tu», Dio, che mi sostiene e mi accorda la promessa di un amore indistruttibile che non solo aspira all'eternità, ma la dona; è affidarmi a Dio con l'atteggiamento del bambino, il quale sa bene che tutte le sue difficoltà, tutti i suoi problemi sono al sicuro nel «tu» della madre. E questa possibilità di salvezza attraverso la fede è un dono che Dio offre a tutti gli uomini".

Una fede autentica è sempre priva di "automatismi" e fatta di "scelte", come osserva il Papa: "La fede è dono di Dio, ma è anche atto profondamente libero e umano. Il Catechismo della Chiesa Cattolica lo dice con chiarezza: «E' impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo. Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario né alla libertà né all'intelligenza dell'uomo» (n. 154). Anzi, le implica e le esalta, in una scommessa di vita che è come un esodo, cioè un uscire da se stessi, dalle proprie sicurezze, dai propri schemi mentali, per affidarsi all'azione di Dio che ci indica la sua strada per conseguire la vera libertà, la nostra identità umana, la gioia vera del cuore, la pace con tutti. Credere è affidarsi in tutta libertà e con gioia al disegno provvidenziale di Dio sulla storia, come fece il patriarca Abramo, come fece Maria di Nazaret. La fede allora è un assenso con cui la nostra mente e il nostro cuore dicono il loro «sì» a Dio, confessando che Gesù è il Signore. E questo «sì» trasforma la vita, le apre la strada verso una pienezza di significato, la rende così nuova, ricca di gioia e di speranza affidabile".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: