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Papa Benedetto XVI agli zingari pellegrini: "o Del si tumentsa!"

Papa Benedetto XVI incontra in Udienza, con molto affetto, i rappresentanti di diverse etnie di Zingari e Rom ricordando il beato Zefirino Giménez Malla, "fedele al suo essere zingaro, alla storia e all'identità della propria etnia", insieme alle pagine amare del "Grande Divoramento".

Papa Benedetto XVI ha incontrato sabato 11 giugno in Udienza i rappresentanti di diverse etnie di Zingari e Rom, giunti a Roma in pellegrinaggio da tutta Europa "nella ricorrenza del 75esimo anniversario del martirio e del 150esimo della nascita del Beato Zefirino Giménez Malla (1861-1936), gitano di origine spagnola" come si legge in una nota della Santa Sede. L'incontro con il Santo Padre è stato molto "affettuoso" a partire dal saluto di Benedetto XVI che si rivolge agli zingari con "o Del si tumentsa!" che in lingua romanes (o romaní) significa "il Signore sia con voi!". Il Santo Padre ricorda agli zingari le parole pronunciate da Paolo VI che nel 1965 disse a questo popolo: "Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa". Papa Benedetto XVI quindi rinnova la vicinanza della Chiesa agli zingari: "Anch'io ripeto oggi con affetto: voi siete nel cuore della Chiesa! Siete un'amata porzione del Popolo di Dio pellegrinante e ci ricordate che 'non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura'". Il Papa ricorda poi la figura del Beato Zefirino Giménez Malla, Terziario francescano, che "vi invita a seguire il suo esempio e vi indica la via: la dedizione alla preghiera e in particolare al Rosario, l'amore per l'Eucaristia e per gli altri Sacramenti, l'osservanza dei comandamenti, l'onestà, la carità e la generosità verso il prossimo, specialmente verso i poveri; ciò vi renderà forti di fronte al rischio che le sette o altri gruppi mettano in pericolo la vostra comunione con la Chiesa". Papa Benedetto XVI sottolinea poi i momenti dolorosi della storia del popolo zingaro, come ad esempio "il sapore amaro della non accoglienza e, talvolta, della persecuzione, come è avvenuto nella II Guerra Mondiale: migliaia di donne, uomini e bambini sono stati barbaramente uccisi nei campi di sterminio". Continua il Santo Padre: "È stato - come voi dite - il Porrájmos, il 'Grande Divoramento', un dramma ancora poco riconosciuto e di cui si misurano a fatica le proporzioni, ma che le vostre famiglie portano impresso nel cuore. Durante la mia visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, il 28 maggio 2006, ho pregato per le vittime della persecuzione e mi sono inchinato di fronte alla lapide in lingua romanes, che ricorda i vostri caduti. La coscienza europea non può dimenticare tanto dolore! Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!". Papa Benedetto XVI ha poi parole di speranza per tutta la comunità zingara: "Vi invito, cari amici, a scrivere insieme una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l'Europa! La ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell'integrazione da cui trarrete beneficio voi e l'intera società. Date anche voi la vostra fattiva e leale collaborazione, affinché le vostre famiglie si collochino degnamente nel tessuto civile europeo! Numerosi tra voi sono i bambini e i giovani che desiderano istruirsi e vivere con gli altri e come gli altri. A loro guardo con particolare affetto, convinto che i vostri figli hanno diritto a una vita migliore. Sia il loro bene la vostra più grande aspirazione! Custodite la dignità e il valore delle vostre famiglie, piccole Chiese domestiche, perché siano vere scuole di umanità. Le istituzioni, da parte loro, si adoperino per accompagnare adeguatamente questo cammino". E il lingua romanes conclude l'Udienza, non prima ricordando di invocare "Amari Devleskeridej", "Nostra Madre di Dio", come compagna per le vie del mondo: "Ringrazio di cuore tutti voi giunti qui alla sede di Pietro per manifestare la vostra fede e il vostro amore per la Chiesa e per il Papa. Il Beato Zefirino sia per tutti voi esempio di una vita vissuta per Cristo e per la Chiesa, nell'osservare i comandamenti e nell'amore verso il prossimo. Il Papa è vicino a ognuno di voi e vi ricorda nelle sue preghiere. Il Signore benedica voi, le vostre comunità, le vostre famiglie e il vostro futuro. Il Signore vi doni salute e fortuna. Rimanete con Dio!"

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