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Papa Benedetto XVI: In fondo, la vera "Parabola" di Dio è Gesù stesso

Papa Benedetto XVI si sofferma sul significato della parabola del "seminatore" riflettendo sul carattere di "libertà" dato che, dice il Santo Padre, "Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira a Sé con la verità e la bontà del suo Figlio incarnato: l'amore, infatti, rispetta sempre la libertà".

Papa Benedetto XVI è a Castel Gandolfo per un breve periodo di "relativo" riposo estivo, e dalla residenza pontificia, a mezzogiorno di domenica, si è affacciato al balcone del cortile interno per recitare l'Angelus insieme ai numerosi fedeli presenti. Prima della recita della preghiera mariana il Papa si sofferma sul Vangelo di Domenica, dove Gesù "si rivolge alla folla con la celebre parabola del seminatore", dice il Santo Padre. Benedetto XVI si sofferma sull'analisi del brano evangelico osservando: "E' una pagina in qualche modo 'autobiografica', perché riflette l'esperienza stessa di Gesù, della sua predicazione: Egli si identifica con il seminatore, che sparge il buon seme della Parola di Dio, e si accorge dei diversi effetti che ottiene, a seconda del tipo di accoglienza riservata all'annuncio. C'è chi ascolta superficialmente la Parola ma non l'accoglie; c'è chi l'accoglie sul momento ma non ha costanza e perde tutto; c'è chi viene sopraffatto dalle preoccupazioni e seduzioni del mondo; e c'è chi ascolta in modo recettivo come il terreno buono: qui la Parola porta frutto in abbondanza". Il Papa poi si sofferma sulla parte del Vangelo di Matteo dove i discepoili chiedono a Gesù il perché si rivolga alla gente tramite le "parabole". Spiega Benedetto XVI: "'Perché a loro parli con parabole?' – domandano i discepoli. E Gesù risponde ponendo una distinzione tra loro e la folla: ai discepoli, cioè a coloro che si sono già decisi per Lui, Egli può parlare del Regno di Dio apertamente, invece agli altri deve annunciarlo in parabole, per stimolare appunto la decisione, la conversione del cuore; le parabole, infatti, per loro natura richiedono uno sforzo di interpretazione, interpellano l'intelligenza ma anche la libertà". E il Santo Padre, citando San Giovanni Crisostomo ("Gesù ha pronunciato queste parole con l'intento di attirare a sé i suoi ascoltatori e di sollecitarli assicurando che, se si rivolgeranno a Lui, Egli li guarirà") riflette: "In fondo, la vera 'Parabola' di Dio è Gesù stesso, la sua Persona che, nel segno dell'umanità, nasconde e al tempo stesso rivela la divinità. - e aggiunge - In questo modo Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira a Sé con la verità e la bontà del suo Figlio incarnato: l'amore, infatti, rispetta sempre la libertà".

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