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Papa Benedetto XVI: "Il miracolo non si produce da niente"

Papa Benedetto XVI sul brano evangelico che testimonia la "moltiplicazione del pane e dei pesci" osserva che "il miracolo non si produce da niente, ma da una prima modesta condivisione", perché "Gesù non ci chiede quello che non abbiamo".

Papa Benedetto XVI dal balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo introduce l'Angelus con la meditazione sul Vangelo di questa domenica. Un brano evangelico molto famoso dove Gesù moltiplica il poco pane e il pesce a disposizione dei discepoli per la moltitudine di uomini che lo stavano seguendo. Un brano toccante e fonte di continua meditazione per i cristiani che "insiste" come ricorda il Santo Padre sul tema del "pane" che "viene condiviso" e sul "rendere grazie" (in greco eucharistesas in Gv 6,11 ), richiamando l'Eucarestia "il Sacrificio di Cristo per la salvezza del mondo". Papa Benedetto XVI, osservando che "l'Eucaristia è il permanente grande incontro dell'uomo con Dio, in cui il Signore si fa nostro cibo, dà Se stesso per trasformarci in Lui stesso", si sofferma sull'"inizio" della moltiplicazione descritta nela Vangelo. Osserva il Santo Padre: "Nella scena della moltiplicazione, viene segnalata anche la presenza di un ragazzo, che, di fronte alla difficoltà di sfamare tanta gente, mette in comune quel poco che ha: cinque pani e due pesci (cfr Gv 6,8). Il miracolo non si produce da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare il nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono. La folla è colpita dal prodigio: vede in Gesù il nuovo Mosè, degno del potere, e nella nuova manna, il futuro assicurato, ma si ferma all'elemento materiale, che hanno mangiato, e il Signore, «sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo» (Gv 6,15). Gesù non è un re terreno che esercita il dominio, ma un re che serve, che si china sull'uomo per saziare non solo la fame materiale, ma soprattutto la fame più profonda, la fame di orientamento, di senso, di verità, la fame di Dio". Papa Benedetto XVI conclude quindi la sua introduzione alla preghiera mariana con l'invito alla preghiera: "Cari fratelli e sorelle, chiediamo al Signore di farci riscoprire l'importanza di nutrirci non solo di pane, ma di verità, di amore, di Cristo, del corpo di Cristo, partecipando fedelmente e con grande consapevolezza all'Eucaristia, per essere sempre più intimamente uniti a Lui. Infatti 'non è l'alimento eucaristico che si trasforma in noi, ma siamo noi che veniamo da esso misteriosamente cambiati. Cristo ci nutre unendoci a sé; ci attira dentro di sé' (Esort. Apost. Sacramentum caritatis, 70)".

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