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Papa Benedetto XVI: "Gesù di Nazareth è la trasparenza di Dio"

"Nemo propheta in patria", questa è la famosa massima tratta dal Vangelo di questa domenica, Vangelo che Papa Benedetto XVI ha meditato a Castel Gandolfo, prima della recita dell'Angelus . Il Santo Padre descrive anche la reazione di Gesù che "in un certo senso, si scandalizza!".

Papa Benedetto XVI, che si trova da martedì 3 luglio a Castel Gandolfo nella residenza pontificia per trascorrere il periodo di riposo estivo, ha recitato l'Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico.
Il Santo Padre ha riflettuto sul brano del Vangelo di questa domenica, quello "da cui è tratto il celebre detto 'Nemo propheta in patria', cioè nessun profeta è bene accetto tra la sua gente, che lo ha visto crescere (cfr Mc 6,4)".
Papa Benedetto XVI osserva: "In effetti, dopo che Gesù, a circa trent'anni, aveva lasciato Nazareth e già da un po' di tempo era andato predicando e operando guarigioni altrove, ritornò una volta al suo paese e si mise ad insegnare nella sinagoga".
La storia è nota: quando Gesù torna nel paese che l'ha visto crescere i suoi compaesani anche se "rimanevano stupiti" per la sua sapienza non gli credono.
Spiega il Santo Padre: "Questo fatto è comprensibile, perché la familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina. Che questo falegname sarebbe figlio di Dio è difficile crederlo, per loro. Gesù stesso porta come esempio l'esperienza dei profeti d'Israele, che proprio nella loro patria erano stati oggetto di disprezzo, e si identifica con essi. A causa di questa chiusura spirituale, Gesù non poté compiere a Nazareth 'nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì'" (Mc 6,5).
Papa Benedetto XVI nella sua riflessione medita anche sulla reazione di Gesù nei confronti dei suoi concittadini: "Dunque, sembra che Gesù si faccia – come si dice – una ragione della cattiva accoglienza che incontra a Nazareth. Invece, alla fine del racconto, troviamo un'osservazione che dice proprio il contrario. Scrive l'Evangelista che Gesù 'si meravigliava della loro incredulità' (Mc 6,6). Allo stupore dei concittadini, che si scandalizzano, corrisponde la meraviglia di Gesù. Anche Lui, in un certo senso, si scandalizza! Malgrado sappia che nessun profeta è bene accetto in patria, tuttavia la chiusura del cuore della sua gente rimane per Lui oscura, impenetrabile: come è possibile che non riconoscano la luce della Verità? Perché non si aprono alla bontà di Dio, che ha voluto condividere la nostra umanità? In effetti, l'uomo Gesù di Nazareth è la trasparenza di Dio, in Lui Dio abita pienamente".
Perciò, conclude il Santo Padre, "mentre noi, anche noi, cerchiamo sempre altri segni, altri prodigi, non ci accorgiamo che il vero Segno è Lui, Dio fatto carne, è Lui il più grande miracolo dell'universo: tutto l'amore di Dio racchiuso in un cuore umano, in un volto d'uomo".

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