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Papa Benedetto XVI: "Dio ci viene incontro in diversi modi"

Papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale di mercoledì riflette come il tempo dell'Avvento "ci ricorda sempre di nuovo che Dio non si è tolto dal mondo, non è assente, non ci ha abbandonato a noi stessi, ma ci viene incontro in diversi modi, che dobbiamo imparare a discernere".

Papa Benedetto XVI all'Udienza Generale di mercoledì 12 dicembre prosegue la meditazione della scorsa catechesi che parlava della "Rivelazione di Dio, come comunicazione che Egli fa di Se stesso e del suo disegno di benevolenza e di amore" . Il Santo Padre nella nuova catechesi ricorda ai fedeli: "La fede è alimentata dalla scoperta e dalla memoria del Dio sempre fedele, che guida la storia e che costituisce il fondamento sicuro e stabile su cui poggiare la propria vita. Anche il canto del Magnificat, che la Vergine Maria innalza a Dio, è un esempio altissimo di questa storia della salvezza, di questa memoria che rende e tiene presente l'agire di Dio. Maria esalta l'agire misericordioso di Dio nel cammino concreto del suo popolo, la fedeltà alle promesse di alleanza fatte ad Abramo e alla sua discendenza; e tutto questo è memoria viva della presenza divina che mai viene meno (cfr Lc 1,46-55)". L'intera catechesi del Santo Padre del 12 dicembre è come sempre disponibile, nella sua versione integrale, sul sito della Santa Sede, ma certamente è nelle conclusioni della meditazione che Papa Benedetto XVI in qualche modo "sintetizza" il messaggio dell'insegnamento del mercoledì: "Mi sono soffermato sul fare memoria dell'agire di Dio nella storia dell'uomo, per mostrare le tappe di questo grande disegno di amore testimoniato nell'Antico e nel Nuovo Testamento: un unico disegno di salvezza rivolto all'intera umanità, progressivamente rivelato e realizzato dalla potenza di Dio, dove Dio sempre reagisce alle risposte dell'uomo e trova nuovi inizi di alleanza quando l'uomo si smarrisce". Il Santo Padre continua nella riflessione: "Questo è fondamentale nel cammino di fede. Siamo nel tempo liturgico dell'Avvento che ci prepara al Santo Natale. Come sappiamo tutti, il termine 'Avvento' significa 'venuta', 'presenza', e anticamente indicava proprio l'arrivo del re o dell'imperatore in una determinata provincia. Per noi cristiani la parola indica una realtà meravigliosa e sconvolgente: Dio stesso ha varcato il suo Cielo e si è chinato sull'uomo; ha stretto alleanza con lui entrando nella storia di un popolo; Egli è il re che è sceso in questa povera provincia che è la terra e ha fatto dono a noi della sua visita assumendo la nostra carne, diventando uomo come noi. L'Avvento ci invita a ripercorrere il cammino di questa presenza e ci ricorda sempre di nuovo che Dio non si è tolto dal mondo, non è assente, non ci ha abbandonato a noi stessi, ma ci viene incontro in diversi modi, che dobbiamo imparare a discernere. E anche noi con la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, siamo chiamati ogni giorno a scorgere e a testimoniare questa presenza nel mondo spesso superficiale e distratto, e a far risplendere nella nostra vita la luce che ha illuminato la grotta di Betlemme. Grazie".

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