le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa Benedetto XIV: il mondo è un prodotto della Ragione creatrice

Il Papa nell'omelia della Notte Santa di Pasqua ragiona sulla creazione dell'Universo e sulla disputa tra "fede e incredulità". "Sono l'irrazionalità, l'assenza di libertà e il caso il principio di tutto, oppure sono ragione, libertà, amore il principio dell'essere?" si chiede il Papa.

Papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro ha presieduto la suggestiva Veglia nella Notte Santa di Pasqua. Il Papa ha pronunciato un'omelia dopo la proclamazione del Vangelo che merita di essere letta con attenzione, non solo per il suo significato teologico e catechistico, ma anche per amore del ragionamento, sia per chi crede sia per chi non crede. E sicuramente chi non crede potrà riflettere su un passaggio di Papa Benedetto XVI che va alla radice del dibattito tra "fede e incredulità". Il Santo Padre ricorda che il racconto della creazione "si lascia determinare ancora più precisamente" nelle prime parole del Vangelo di San Giovanni che "ha riassunto il significato essenziale di tale racconto in quest'unica frase: 'In principio era il Verbo'. E qui il Papa incominica il ragionamento, estremamente profondo ed affascinante, che colpisce soprattutto per chi non ha la fortuna di credere in Dio. Dice Benedetto XVI "Il mondo è un prodotto della Parola, del Logos, come si esprime Giovanni con un termine centrale della lingua greca. 'Logos' significa 'ragione', 'senso', 'parola'. Non è soltanto ragione, ma Ragione creatrice che parla e che comunica se stessa. E' Ragione che è senso e che crea essa stessa senso" - sottolinea il Papa. "Il racconto della creazione ci dice, dunque, che il mondo è un prodotto della Ragione creatrice. E con ciò esso ci dice che all'origine di tutte le cose non stava ciò che è senza ragione, senza libertà, bensì il principio di tutte le cose è la Ragione creatrice, è l'amore, è la libertà. Qui ci troviamo di fronte all'alternativa ultima che è in gioco nella disputa tra fede ed incredulità: sono l'irrazionalità, l'assenza di libertà e il caso il principio di tutto, oppure sono ragione, libertà, amore il principio dell'essere? Il primato spetta all'irrazionalità o alla ragione? È questa la domanda di cui si tratta in ultima analisi. Come credenti rispondiamo con il racconto della creazione e con san Giovanni: all'origine sta la ragione. All'origine sta la libertà. Per questo è cosa buona essere una persona umana. Non è così che nell'universo in espansione, alla fine, in un piccolo angolo qualsiasi del cosmo si formò per caso anche una qualche specie di essere vivente, capace di ragionare e di tentare di trovare nella creazione una ragione o di portarla in essa. Se l'uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell'universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina. E siccome è Ragione, essa ha creato anche la libertà; e siccome della libertà si può fare uso indebito, esiste anche ciò che è avverso alla creazione. Per questo si estende, per così dire, una spessa linea oscura attraverso la struttura dell'universo e attraverso la natura dell'uomo. Ma nonostante questa contraddizione, la creazione come tale rimane buona, la vita rimane buona, perché all'origine sta la Ragione buona, l'amore creatore di Dio. Per questo il mondo può essere salvato. Per questo possiamo e dobbiamo metterci dalla parte della ragione, della libertà e dell'amore – dalla parte di Dio che ci ama così tanto che Egli ha sofferto per noi, affinché dalla sua morte potesse sorgere una vita nuova, definitiva, risanata". Ovviamente è impossibile assaporare la profondità di questa omelia senza leggerla interamente sul sito vaticano (Veglia Pasquale nella Notte Santa di Pasqua - 23.04.2011 - http://is.gd/NQoCMF).
</editing>

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: