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Papa Benedetto: "Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa"

Papa Benedetto XVI prima dell'Angelus medita sulle "due vedove" protette da Dio come tali ma la cui condizione di bisogno non è sufficiente se non accompagnata dalla "nostra libera adesione di fede, che si esprime nell'amore per Lui e per il prossimo".

Papa Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio apostolico nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini presenti in Piazza San Pietro in una giornata dal tempo instabile. Il Papa si sofferma prima della recita della preghiera mariana sulla Liturgia della Parola di questa domenica che vede "le figure di due vedove". Vedove che, in parallelo, una nel Primo Libro dei Re (17,10-16), l'altra nel Vangelo di Marco (12,41-44), povere ed "ultime" nella società del tempo, "dimostrano una grande fede in Dio". Spiega Papa Benedetto XVI: "Da questi due episodi biblici, sapientemente accostati, si può ricavare un prezioso insegnamento sulla fede. Essa appare come l'atteggiamento interiore di chi fonda la propria vita su Dio, sulla sua Parola, e confida totalmente in Lui. Quella della vedova, nell'antichità, costituiva di per sé una condizione di grave bisogno. Per questo, nella Bibbia, le vedove e gli orfani sono persone di cui Dio si prende cura in modo speciale: hanno perso l'appoggio terreno, ma Dio rimane il loro Sposo, il loro Genitore". Il Santo Padre però precisa: "Tuttavia la Scrittura dice che la condizione oggettiva di bisogno, in questo caso il fatto di essere vedova, non è sufficiente: Dio chiede sempre la nostra libera adesione di fede, che si esprime nell'amore per Lui e per il prossimo. Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa. E infatti entrambe le nostre vedove di oggi dimostrano la loro fede compiendo un gesto di carità: l'una verso il profeta e l'altra facendo l'elemosina. Così attestano l'unità inscindibile tra fede e carità, come pure tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo – come ci ricordava il Vangelo di domenica scorsa". Non a caso nel "vice parroco di carta" come lo chiamava il suo creatore, il beato Giacomo Alberione, cioè nel "foglietto" de "la Domenica" presente sui banchi delle chiese, il Vangelo di questa domenica è preceduto da una nota emblematica: "Stupendo il gesto della povera vedova: pur versando al tesoro del tempio due spicciolo, mi mette tutta la sua vita. Una fede non solo da ammirare, ma da imitare". Papa Benedetto XVI non poteva quindi concludere la meditazione prima dell'Angelus con un pensiero alla Madonna. Dice il Santo Padre: "La Vergine Maria è esempio perfetto di chi offre tutto se stesso confidando in Dio; con questa fede ella disse all'Angelo il suo «Eccomi» e accolse la volontà del Signore. Maria aiuti anche ciascuno di noi, in questo Anno della fede, a rafforzare la fiducia in Dio e nella sua Parola".

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