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Nucleare, Benedetto XVI: la famiglia umana "potrebbe scomparire"

Papa Benedetto XVI è ora per tutti il Papa "verde" per le sue posizioni "ecologiste", ma oltre la semplificazione "mediatica" e "referendaria", il discorso del Santo Padre è grave e preoccupato. Un appello alle Nazioni Unite e ai valori umani perché la famiglia umana "potrebbe scomparire".

A Fukushima i problemi dei reattori in crisi dall'11 marzo sono sempre più preoccupanti. La stampa giapponese incomincia a scrivere di una situazione che avrebbe superato il catastrofico grado di "meltdown" e che forse è arrivata addirittura ad un livello di gravità maggiore, il cosiddetto "melt-through". Il "melt-through" sarebbe, semplificando, un passo oltre la fusione interna (meltdown) del combustibile nucleare (che si sarebbe poi depositato sul fondo dei reattori) con il "corio" che avrebbe bucato il "Reactor Pressure Vessel" (la "pentola a pressione" dove è contenuto il nocciolo nucleare) per andare a finire al "Containment Vessel" di cemento armato. Insomma, l'inizio della "sindrome cinese", che potrebbe portare il "corio" (ovvero il "magma" risultato delle barre di combustibile nucleare fuso) oltre lo spesso cemento di contenimento nel terreno sottostante, verso le falde acquifere, fino a che il corio non si diluisca e non si raffreddi (sempre che non esploda prima, secondo molti esperti, a contatto con l'acqua). Che cosa sia il "corio" e che cosa potrebbe succedere l'avevamo già esplorato anche con il prezioso contributo del Presidente dell'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) Paolo Scampa (Nucleare: Fukushima fusione al "corio". Sindrome cinese in fieri? http://is.gd/Y0MYGd). La stessa AIPRI, prudentemente, scriveva che Fukushima "In termini di dosi letali potenziali per inalazione (valore in Becquerel di ogni elemento moltiplicato per il fattore di dose proprio e il tutto diviso per 5), calcolate coi fattori di dose UFFICIALI i più bassi forniti dalla AIEA, queste corrispondono alla cifra apocalittica di più di 3000 miliardi di dosi letali potenziali di cui una percentuale indefinita è già equamente distribuita nell'intero emisfero nord" (http://is.gd/ol1W5O). In altre parole una vera e propria "apocalisse", sia in senso greco che in senso figurato. Che lo sia anche un po' in senso "biblico" forse qualcuno lo avrà pensato leggendo il profondo e preoccupato discorso di Papa Benedetto XVI pronunciato il 9 giugno, in occasione della presentazione collettiva delle "Lettere Credenziali" presentate dai nuovi ambasciatori presso la Santa Sede. Il Santo Padre difatti non cita mai Fukushima ma il riferimento alla catastrofe giapponese è netto dato che il suo discorso si apre con la frase: "Il primo semestre di quest'anno è stato segnato da innumerevoli tragedie che hanno colpito la natura, la tecnologia e le persone. L'ampiezza di tali catastrofi ci chiama ad interrogarci", sottolineando che (ed è la chiave del discorso), "E' l'uomo che viene al primo posto, è importante ricordarlo". Papa Benedetto XVI dice agli Ambasciatori: "L'uomo, a cui Dio ha affidato la gestione della natura, non può essere dominato dalla tecnica e divenire suo oggetto. Questa consapevolezza deve indurre gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, sulle loro responsabilità per quanto riguarda la nostra vita e la tecnologia. L'ecologia umana è un imperativo. Adottare uno stile di vita che rispetti l'ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie pulite, rispettose del patrimonio della creazione e innocue per gli esseri umani, devono essere priorità politiche ed economiche". Queste parole sono state colte dai promotori dei referendum del 12 e 13 giugno come una chiara presa di posizione da parte del Papa verso il SI, almeno per quanto riguarda il quesito per il "nucleare" (per quanto riguarda il convinto SI per il referendum "sull'acqua" ci hanno pensato i Francescani riuniti sotto San Pietro). Molti, dopo questo discorso, hanno scoperto un Papa "verde" dimenticando forse che è stato proprio Papa Ratzinger a voler far diventare il Vaticano uno Stato "ecosostenibile" riempiendo di pannelli fotovoltaici i tetti della Santa Sede. Ma il discorso del Santo Padre non può essere inteso solamente come una mera indicazione strumentale "pro referendum" nucleare, perché il senso del discorso agli Ambasciatori è naturalmente molto più vasto e si rivolge a tutte le Nazioni, tanto da scomodare quelle "Unite". Il Papa insiste sul fatto che "risulta necessario di rivedere totalmente il nostro approccio nei confronti della natura. Essa non è unicamente uno spazio da sfruttare o un divertimento. Essa è il luogo natale dell'uomo, la sua 'casa' per così dire. Essa è essenziale", continua Papa Benedetto XVI. Ogni parola del Papa (che qui abbiamo tradotto liberamente dal discorso ufficiale in francese http://is.gd/nZgCaX) è chiaramente da meditare, dato che la gravità delle sue parole non può essere colta di primo acchito, soprattutto, come molti comprenderanno, se non si conoscono bene le conseguenze di Fukushima sul territorio giapponese e sul mondo intero. Non a caso il Papa sottolinea che in assenza di uno "stile di vita complessivo, che rispetti l'alleanza tra uomo e natura", la famiglia umana "potrebbe scomparire". E sicuramente non è stato detto a cuor leggero. Il monito del Papa verso i governi quindi è netto: "Tutti i governi devono impegnarsi a proteggere la natura e aiutarla a svolgere il suo ruolo essenziale nella sopravvivenza dell'umanità. Le Nazioni Unite sembrano essere la sede naturale per una simile riflessione, che non deve essere oscurata da interessi politici ed economici ciecamente partigiani, allo scopo di privilegiare la solidarietà al di là dell'interesse personale". E' quindi fondamentale per Papa Benedetto XVI "interrogarsi sul giusto ruolo della tecnica" perché le sue capacità "vanno di pari passo con i disastri sociali ed ecologici".

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