le notizie che fanno testo, dal 2010

Nigeria, Papa Benedetto XVI: si fermino le mani dei violenti

Gli attentati in Nigeria hanno provocato almeno 40 morti e oltre 50 feriti, anche gravi. Papa Benedetto XVI, dopo l'Angelus che ricorda la figura di Santo Stefano, "martire perfetto", fa "appello affinché con il concorso delle varie componenti sociali, si ritrovino sicurezza e serenità".

Dal giorno di Natale "ho in mente la Parola di Gesù: non si devono temere quelli che uccidono il corpo e che non possono uccidere lo spirito. Non dobbiamo avere paura di questa gente. Non dobbiamo lasciare che uccidano il nostro spirito: lo spirito di convivenza, lo spirito di vivere insieme con altra gente, lo spirito di rispettarci gli uni gli altri. C'è il grande pericolo che con questo tipo di gesto si crei tensione e odio reciproco tra cristiani e musulmani. E questo sarebbe una tragedia ancora più grave" sottolinea l'arcivescovo di Abuja, mons. John Olorunfemi Onayekan, raggiunto telefonicamente da Marco Guerra (Radio vaticana - http://is.gd/UvNtNU) durante la visita alla chiesa di Santa Teresa a Madalla, teatro del più sanguinoso degli attacchi avvenuti il 25 dicembre in Nigeria. Gli attentati alle chiese cristiane in Nigeria hanno provocato almeno 40 morti e una 50ina di feriti, di cui molti in gravi condizioni, anche se il bilancio è ancora provvisorio. La strage è stata rivendicata dal gruppo fondamentalista islamico 'Boko Haram', anche se come sottolinea il giorno di Natale padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, la comunità cristiana di augura che "questa insensata violenza non riesca ad indebolire la volontà di convivenza pacifica e di dialogo nel Paese". "La grande maggioranza dei nigeriani, musulmani e cristiani, vuole vivere in pace, insieme" precisa infatti mons. John Olorunfemi Onayekan, sottolineando inoltre come "tra le vittime di questo attentato c'erano anche musulmani" che sono rimasti coinvolti nell'esplosione poiché passeggiavano nei pressi della chiesa. Quella in Nigeria è stata "una manifestazione della crudeltà di un odio cieco, assurdo, che non ha alcun rispetto per la vita umana" afferma chiaramente padre Lombardi, mentre Papa Benedetto XVI, dopo l'Angelus che ha ricordato la figura di Santo Stefano, il "martire perfetto", spiega: "Il Santo Natale suscita in noi, in modo ancora più forte, la preghiera a Dio affinché si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace. Ma la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente. Ho appreso con profonda tristezza la notizia degli attentati che, anche quest'anno nel Giorno della Nascita di Gesù, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese della Nigeria. Desidero manifestare la mia sincera e affettuosa vicinanza alla comunità cristiana e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo gesto e invito a pregare il Signore per le numerose vittime. Faccio appello affinché con il concorso delle varie componenti sociali, si ritrovino sicurezza e serenità. In questo momento voglio ripetere ancora una volta con forza: la violenza è una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte; il rispetto, la riconciliazione e l'amore sono l'unica via per giungere alla pace". Interessante la precisazione poi di Massimo Introvigne, rappresentante Osce per le discriminazioni verso i cristiani, intervistato da Alessandro Gisotti di Radio vaticana, che ricorda come "secondo uno studio statistico del maggiore specialista di statistica religiosa moderna, David Barrett, i martiri cristiani dalla morte di Gesù Cristo, ai giorni nostri, sono stati 70 milioni, ma di questi, 45 milioni, più della metà, sono concentrati nel XX secolo e negli inizi del XXI", invitando tutti a "riflettere sempre sul fatto che il secolo dei martiri è stato il XX secolo e questo secolo di martirio, che certamente ha avuto delle punte negli orrori del comunismo e del nazionalsocialismo, tuttavia continua anche nel XXI secolo". Come in Nigeria.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: