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Messico, Papa: bambini con l'amore di Cristo potete cambiare il mondo

Papa Benedetto XVI in Messico incontra i bambini, chiedendo alla società di lavorare affinché ricevano "come eredità un mondo migliore", e il presidente Felipe Calderon, a cui ribadisce la necessità di un cammino verso il disarmo nucleare e di concludere presto il Trattato sul commercio delle armi (ATT).

Alle ore 18:00, ora italiana, Papa Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa al Parco del Bicentenario di León, luogo commemorativo dello Stato di Guanajuato, culla della lotta nazionale messicana, voluto per celebrare i 200 anni d'indipendenza del Paese. Il Santo Padre arriverà in elicottero, sorvolando il Santuario del Cristo Rey, e la termine della Santa Messa reciterà Angelus. La diretta potrà essere vista sul sito del Vaticano (http://is.gd/uSM1DG).
Ieri sera (circa le 2:00 ore italiane) Papa Ratzinger ha intrattenuto un colloquio privato con il presidente del Messico Felipe Calderon, a cui ga fatto presente che la proliferazione delle armi leggere e di piccolo taglio "ha favorito l'azione criminale della delinquenza organizzata", e per questo in un comunicato della presidenza della Repubblica messicana si sottolinea la necessità "di raggiungere un trattato internazionale sul commercio" di tali armi. Si evidenziano, inoltre, "le sfide globali che oggi il mondo affronta e sulle quali sia il Messico sia la Santa Sede mantengono una posizione attiva a livello mondiale" tra cui, in particolare, "il mutamento climatico e le sue conseguenze, la sicurezza alimentare e la lotta contro la fame nel mondo, il desiderio di avanzare verso il disarmo nucleare".
Dopo l'incotro con il presidente messicano Felipe Calderon, Benedetto XVI ha incontrato un gruppo di familiari di vittime della criminalità organizzata, tra cui la madre di un poliziotto federale, la sorella di una sequestrata ed un ex ostaggio.
Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha inoltre spiegato che nel colloquio tra il Pontefice e il presidente è stato toccato anche il tema dell'educazione, con riferimento alle giovani generazioni. Quelle stesse generazioni che hanno salutato il Papa a Plaza de la Paz, Guanajuato (http://is.gd/d610bE).
Il Santo Padre ha rivolto ai bambini un pensiero particolare, perché loro occupano "un posto molto importante nel cuore del Papa", come sottolinea all'inizio dell'incontro.
"E in questo momento desidero che lo sappiano tutti i bambini del Messico - ha aggiunto Benedetto XVI - particolarmente quelli che sopportano il peso della sofferenza, l'abbandono, la violenza o la fame, che in questi mesi, a causa della siccità, si è fatta sentire fortemente in alcune regioni".
"Dio vuole che siamo sempre felici - continua il Papa rivolto ai bambini - Egli ci conosce e ci ama. Se lasciamo che l'amore di Cristo cambi il nostro cuore, allora noi potremo cambiare il mondo. Questo è il segreto della felicità autentica".
"Questo luogo nel quale ci ritroviamo - prosegue il suo discorso il Pontefice - ha un nome che esprime l'anelito presente nel cuore di tutti i popoli: 'la pace', un dono che proviene dall'Alto. 'La pace sia con voi' (Gv 20,21). Sono le parole del Signore risorto. Le ascoltiamo in ogni Messa, e oggi risuonano di nuovo qui, con la speranza che ciascuno si trasformi in seminatore e messaggero di quella pace per la quale Cristo donò la sua vita".
Il Papa ricorda che "il discepolo di Gesù non risponde al male con il male, bensì è sempre strumento del bene, araldo del perdono, portatore di allegria, servitore dell'unità - sottolineando - Gesù vuole scrivere in ognuna delle vostre vite una storia di amicizia. Abbiatelo, allora, come il migliore dei vostri amici. Egli non si stancherà di dirvi di amare sempre tutti e di fare il bene. Voi lo ascolterete, se avrete sempre un rapporto assiduo con Lui, che vi aiuterà anche nelle situazioni più difficili".
"Sono venuto perché sentiate il mio affetto - continua il Papa - Ciascuno di voi è un regalo di Dio per il Messico e per il mondo. La vostra famiglia, la Chiesa, la scuola e chi ha responsabilità nella società devono lavorare uniti perché voi possiate ricevere come eredità un mondo migliore, senza invidie né divisioni. Per questo, desidero levare la mia voce invitando tutti a proteggere e accudire i bambini, perché mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia. Voi, miei piccoli amici, non siete soli. Contate sull'aiuto di Cristo e della sua Chiesa per condurre uno stile di vita cristiano. Partecipate alla Messa domenicale, alla catechesi, a qualche gruppo di apostolato, cercando luoghi di preghiera, fraternità e carità. Così vissero i beati Cristobal, Antonio e Giovanni, i piccoli martiri di Tlaxcala, che conoscendo Gesù, al tempo della prima evangelizzazione del Messico, scoprirono che non esiste tesoro più grande di Lui. Erano piccoli come voi, e da loro possiamo imparare che non esiste età per amare e servire".
Nel salutare Benedetto XVI rassicura i bambini che, anche se distanti, "continueremo a rimanere uniti nella preghiera" invitando i fanciulli messicani "a pregare sempre, anche a casa; così sperimenterete la gioia di parlare con Dio in famiglia. Pregate per tutti, anche per me. Io pregherò per voi, perché il Messico sia un focolare nel quale tutti i suoi figli vivano in serenità e armonia - cocludendo - Vi benedico di cuore e vi invito a portare l'affetto e la benedizione del Papa ai vostri genitori e fratelli, così come a tutti gli altri che vi sono cari. Che la Vergine vi accompagni. Molte grazie, miei piccoli amici!".

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