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Gmg: "la generazione di Benedetto XVI" attende il Papa a Madrid

Questa è "la generazione di Benedetto XVI" afferma l'arcivescovo di Madrid Antonio María Rouco Varela, che apre la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù da piazza de Cibeles. Una generazione che attende l'arrivo del Papa, che ha chiesto a tutti di unirsi "spiritualmente con la preghiera a questo importante evento ecclesiale".

Questa è "la generazione di Benedetto XVI" afferma l'arcivescovo di Madrid Antonio María Rouco Varela, che apre la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù da piazza de Cibeles con una messa in ricordo al Beato Giovanni Paolo II, fondatore delle Gmg, che è venuto a dire ai giovani "ancora una volta con tanto affetto: non abbiate paura! Scegliere Cristo nella vita è la perla preziosa del Vangelo per la quale vale la pena donare tutto!", come esorta il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontifico Consiglio per i Laici. Dopo la messa, sono iniziate le catechesi, in tutte le lingue, compresa quella in italiano presieduta dal cardinal Angelo Bagnasco che invita i giovani a non essere "dei vagabondi senza casa e senza terra, naufraghi della vita, che vivono alla giornata come viene, per i quali ciò che conta è quanto sta loro davanti momento per momento", come riporta la Sir (http://is.gd/9WDe0i). Il cardinal Bagnasco inizia la sua catechesi domandandosi se "è ancora possibile credere", "immersi come siamo in una mentalità scientista e tecnologica, dove sembra che la realtà coincida solo con ciò che si può vedere e toccare, sperimentare". Bagnasco precisa che queste non sono "domande astratte", alle quali infatti "sempre meno potremo sfuggire vivendo in un mondo globalizzato e in una società multiculturale". "L'uomo non solo vuole vivere, ma vuole sapere - continua Bagnasco - vuole conoscere il mondo, ma anche il perché e il significato del mondo, e, innanzitutto, di se stesso. L'esperienza insegna che vivere non è consumare delle cose e del tempo, non è un calendario di giorni, ma è un intreccio di significati, un orizzonte di senso. E' conoscere non solo gli scopi immediati delle nostre azioni e delle scelte particolari" ma "il fine ultimo dell'esistenza, è rispondere alla domanda che vibra dentro ciascuno: perché, per che cosa vivo?". "Se ascoltiamo le voci profonde del cuore sentiamo che ognuno di noi è una struggente nostalgia, un mendicante di Assoluto, una sinfonia incompiuta - spiega ancora nella sua catechesi Angelo Bagnsco - Per questo l'uomo si spiega solo con Dio". Per questo "Dio si presenta all'uomo come la risposta al suo essere paradosso di miseria e di grandezza, posto com'è sulla linea di confine tra finitezza e infinito, tempo ed eternità", e allo stesso modo in Dio si trova la risposta ai "grandi interrogativi che emergono dal cuore stesso dell'uomo". Per questo motivo, sottolinea il cardinal Bagnasco "la Chiesa non potrà mai tacere" perché "essa ha la missione di annunciare Dio", concludendo: "Per questo non possiamo accettare che Dio venga confinato nella sfera individuale come se non avesse nulla a che fare anche con la società degli uomini, come se non c'entrasse con tutto l'uomo, sia nella sfera privata che in quella pubblica, come se non segnasse con la sua presenza ogni dimensione e ambiente". In seguito, inaugurando la mostra "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede", Bagnasco evidenzia che la "situazione economica precaria a livello mondiale" non si può risolvere, tuttavia "solo attraverso provvedimenti economici o occupazionali, perché la crisi riguarda anche il mondo spirituale e culturale e quanto più le giovani generazioni affronteranno la situazione con un cuore positivo e colmo di Dio tanto più si potranno affrontare anche le altre questioni". Atteso per giovedì 18, invece, Papa Benedetto XVI, che alla vigilia della sua partenza per Madrid, in occasione dell'udienza generale a Castel Gandolfo, chiede a tutti di unirsi "spiritualmente con la preghiera a questo importante evento ecclesiale". Anche Benedetto XVI rammenta che "nel nostro tempo siamo assorbiti da tante attività e impegni, preoccupazioni e problemi; spesso si tende a riempire tutti gli spazi della giornata, senza avere un momento per fermarsi a riflettere e a nutrire la vita spirituale, il contatto con Dio" spiegando però che "Maria ci insegna quanto sia necessario trovare nelle nostre giornate, con tutte le attività, momenti per raccoglierci in silenzio e meditare su quanto il Signore ci vuole insegnare, su come è presente e agisce nel mondo e nella nostra vita" esortando ad "essere capaci di fermarci un momento, e di meditare".

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