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GMG, Benedetto XVI: l'economia include responsabilità per l'altro

Papa Benedetto XVI, parlando con i giornalisti prima di arrivare a Madrid per la XXVI GMG, sottolinea come "l'uomo dev'essere il centro dell'economia e che l'economia non è da misurare secondo il massimo del profitto, ma secondo il bene di tutti".

Il Santo Padre risponde, prima di arrivare a Madrid per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, la terza di Benedetto XVI (dopo Colonia e Sydney), ad alcune domande della "comunità volante" dei giornalisti, presentate da Padre Lombardi. Al centro della discussione, in particolare, la crisi economica che sta colpendo l'Europa e non solo, e Papa Benedetto XVI torna a sottolineare "che la dimensione etica non è una cosa esteriore ai problemi economici, ma una dimensione interiore e fondamentale". Il Santo Padre spiega infatti, con parole semplici ma cariche di significato, che "l'economia non funziona solo con un'autoregolamentazione di mercato, ma ha bisogno di una ragione etica per funzionare per l'uomo". Il Papa ricorda quindi che già Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica sociale, evidenziava come "l'uomo dev'essere il centro dell'economia e che l'economia non è da misurare secondo il massimo del profitto, ma secondo il bene di tutti, include responsabilità per l'altro e funziona veramente bene solo se funziona in modo umano, nel rispetto dell'altro". "E con le diverse dimensioni - continua Benedetto XVI - responsabilità per la propria Nazione e non solo per se stessi; responsabilità per il mondo, anche una Nazione non è isolata, anche l'Europa non è isolata, ma è responsabile per l'intera umanità e deve pensare ai problemi economici sempre in questa chiave della responsabilità anche per le altre parti del mondo, per quelle che soffrono, hanno sete e fame, non hanno futuro. E quindi, terza dimensione di questa responsabilità, è la responsabilità per il futuro". "Se i giovani di oggi non trovano prospettive nella loro vita - spiega il Papa - anche il nostro oggi è sbagliato e 'male' " evidenziando che come "sappiamo che dobbiamo proteggere il nostro pianeta" dovremmo anche sapere che "dobbiamo proteggere, tutto sommato, il funzionamento del servizio del lavoro economico per tutti e pensare che il domani è anche l'oggi". Benedetto XVI conclude mettendo quindi in rilievo come "la Chiesa con la sua dottrina sociale, con la sua dottrina sulla responsabilità verso Dio, apre la capacità di rinunciare al massimo del profitto e di vedere le cose nella dimensione umanistica e religiosa, cioè: essere l'uno per l'altro". Nella domanda successiva il Pontefice invece torna a spiegare come "la verità" sia "accessibile solo nella libertà", portando alcuni esempi pratici: "Si possono imporre con violenza, comportamenti, osservanze, attività, ma non la verità! La verità si apre solo alla libertà, al consenso libero, e perciò libertà e verità sono intimamente unite, l'una è condizione per l'altra". Benedetto XVI sottolinea infatti che "non vogliamo la menzogna, non vogliamo il positivismo di norme imposte con una certa forza; solo i valori veri portano al futuro e diciamo che è necessario, quindi, cercare i valori veri e non permettere l'arbitrio di alcuni, non lasciare che si fissi una ragione positivista che ci dice, circa i problemi etici, i grandi problemi dell'uomo" evidenziando che "non c'è una verità razionale". "Questo sarebbe veramente esporre l'uomo all'arbitrio di quanti hanno il potere - conclude il Papa - Dobbiamo essere sempre alla ricerca della verità, dei veri valori; abbiamo un nucleo nei valori, nei diritti umani fondamentali; altri simili elementi fondamentali sono riconosciuti e, proprio questi, ci mettono in dialogo l'uno con l'altro. La verità come tale è dialogica perché cerca di conoscere meglio, di capire meglio e lo fa in dialogo con gli altri. Così, ricercare la verità e la dignità dell'uomo è la maggiore difesa della libertà".

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