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Facebook e il Papa: Chi è il mio "prossimo" in questo nuovo mondo?

Facebook, ma in realtà i "social network" e la comunicazione "via internet" è il tema di un messaggio scritto da Papa Benedetto XVI per la 45esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Per evitare il "digital divide" tra persona reale e "social".

Di internet ormai non ci si accorge neppure più, tanto che, soprattutto in Italia, il web coincide con Facebook, il "social network" par excellence.
Espressioni come "vado su Facebook, ci si vede su Facebook" hanno sostituito da tempo "mi attacco ad internet, mi connetto", tanto che la vita reale e la vita "virtuale" convivono ormai senza soluzione di continuità.
Il fatto che non ci sia interruzione tra l'una e l'altra "vita" sta portando molte persone verso una schizofrenia comunicativa che spesso si nota incontrando qualcuno conosciuto, anche "profondamente" su Facebook o su qualsiasi social network: non è la "stessa" persona.
Se però la persona incontrata "così diversa da Facebook" pensa sinceramente di essere la "faccia" con cui si presenta nel social è chiaro che anche nella sua vita sociale reale possano sorgere prima o poi dei forti problemi relazionali.
Magari su Facebook uno è bello, bravo, attento, sensibile, efficace, sagace, intellettuale, simpatico, virile, coraggioso, ma poi nella quotidianità gli aggettivi qualificativi non solo diminuiscono ma diventano anche negativi.
Ci sono davvero tantissime implicazioni nell' "animale sociale virtuale" che si sta delineando proprio in questi anni, e la Chiesa non poteva che osservare questo fenomeno e porre le "solite" domande scomode. Perché dietro all'animale social non rimanga un'anima sola.
E se è vero che l'uomo non è solamente carne ed ossa, dita con cui batte e accarezza vetri luminosi, ma anche pensiero e coscienza è importante riflettere su questi temi.
Ed è proprio Papa Benedetto XVI a scegliere il tema dei social network e della comunicazione via internet in occasione della 45esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest'anno si celebra domenica 5 giugno. Il Papa ha scritto un messaggio che si intitola emblematicamente "Verità, annuncio e autenticità di vita nell'era digitale".
L'analisi fatta dal Santo Padre è davvero interessante e merita di essere letta interamente e attentamente (http://is.gd/VFwW0D) visto che sintetizza in modo preciso e profondo il forte mutamento che l'uomo, ed in particolare le giovani generazioni, stanno vivendo: "È sempre più comune la convinzione che, come la rivoluzione industriale produsse un profondo cambiamento nella società attraverso le novità introdotte nel ciclo produttivo e nella vita dei lavoratori, così oggi la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni guida il flusso di grandi mutamenti culturali e sociali. Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione" - dice il Papa.
Papa Benedetto XVI si dimostra (per alcuni sorprendentemente) un profondo conoscitore del tema sia dal punto di vista informatico, sociale e "social": "Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell'ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell'informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione - dice il Papa. "Questa dinamica ha contribuito ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positive. D'altro canto, ciò si scontra con alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell'interazione, la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell'immagine di sé, che può indulgere all'autocompiacimento".
Ed è questo, il narcisismo imperante nei social network (come aveva svelato poco tempo fa una ricerca di sociologi americani) che sta modificando, non sempre in meglio, i rapporti umani. "La presenza in questi spazi virtuali può essere il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l'altro se si fa attenzione ad evitarne i pericoli, quali il rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo, o l'eccessiva esposizione al mondo virtuale. Nella ricerca di condivisione, di 'amicizie', ci si trova di fronte alla sfida dell'essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all'illusione di costruire artificialmente il proprio 'profilo pubblico'" - dice Papa Benedetto XVI.
E per evitare il "digital divide" tra vita reale e Facebook il Papa pone delle domande e delle riflessioni che servono a cristiani e non, per evitare che il mondo informatico diventi un vero inferno relazionale, peggiore di quello quotidiano: "Le nuove tecnologie permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie. Questa è una grande opportunità, ma comporta anche una maggiore attenzione e una presa di coscienza rispetto ai possibili rischi. Chi è il mio "prossimo" in questo nuovo mondo? Esiste il pericolo di essere meno presenti verso chi incontriamo nella nostra vita quotidiana ordinaria? Esiste il rischio di essere più distratti, perché la nostra attenzione è frammentata e assorta in un mondo 'differente' rispetto a quello in cui viviamo? Abbiamo tempo di riflettere criticamente sulle nostre scelte e di alimentare rapporti umani che siano veramente profondi e duraturi? E' importante ricordare sempre che il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita".

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