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Benin, Papa: "a tutti i dimenticati della società. Abbiate coraggio!"

Papa Benedetto XVI in Benin pronuncia un'omelia allo "Stade de l'Amitié", di Cotonou dove fa un appello al coraggio di "tutti i dimenticati della società", perché, dice il Papa, "Gesù ha voluto identificarsi con i piccoli, con i malati; ha voluto condividere la vostra sofferenza e riconoscere in voi dei fratelli e delle sorelle, per liberarli da ogni male, da ogni sofferenza!".

Papa Benedetto XVI è in Africa per il suo 22esimo viaggio apostolico internazionale. La visita in Benin avviene in occasione della firma e della pubblicazione dell'Esortazione Apostolica post-sinodale Africae munus della II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi. Ed anche in coincidenza con il 150esimo anniversario dell'evangelizzazione del Benin. Il Santo Padre domenica si è trasferito quindi dalla Nunziatura Apostolica di Cotonou allo "Stade de l'Amitié" della città, dove alle ore 9 ha celebrato la Santa Messa insieme ad oltre duecento Vescovi da tutta l'Africa e un migliaio di sacerdoti del Benin. Sono arrivati allo stadio di Cotonou per ascoltare le parole del Papa fedeli da tutta la nazione e pellegrini che sono giunti dalla Nigeria, dal Ghana, dal Togo e dal Burkina Faso. Papa Benedetto XVI ha pronunciato un'omelia calorosa in lingua francese nella ricorrenza della solennità di Gesù Cristo Re dell'universo. Il vangelo della Domenica difatti è il brano di Matteo (25,31-46) che "la Domenica" (il "viceparroco di carta" come lo chiamava il suo fondatore beato Giacomo Alberione http://is.gd/pqhZ5R) sintetizza in questo modo: "Cristo, re-giudice, dividerà le pecore dalle capre. Con questa immagine Gesù presenta il giudizio fra buoni e cattivi, sul criterio della carità. Il regno di Cristo è il regno della carità perfetta". Dice Papa Benedetto XVI in Benin: "Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato ci dice che Gesù, il Figlio dell'uomo, il giudice ultimo delle nostre vite, ha voluto prendere il volto di quanti hanno fame e sete, degli stranieri, di quanti sono nudi, malati o prigionieri, insomma di tutte le persone che soffrono o sono messe da parte; il comportamento che noi abbiamo nei loro confronti sarà dunque considerato come il comportamento che abbiamo nei confronti di Gesù stesso. Non vediamo in questo una semplice formula letteraria, una semplice immagine! Tutta l'esistenza di Gesù ne è una dimostrazione. Lui, il Figlio di Dio, è diventato uomo, ha condiviso la nostra esistenza, sino nei dettagli più concreti, facendosi il servo del più piccolo dei suoi fratelli. Lui che non aveva dove posare il capo, sarà condannato a morire su una croce. Questo è il Re che celebriamo!". Il Santo Padre a questo proposito sottolinea il "paradosso" della cristianità: "Indubbiamente questo ci può sembrare sconcertante! Ancor oggi, come 2000 anni fa, abituati a vedere i segni della regalità nel successo, nella potenza, nel denaro o nel potere, facciamo fatica ad accettare un simile re, un re che si fa servo dei più piccoli, dei più umili, un re il cui trono è una croce. E tuttavia, ci dicono le Scritture, è così che si manifesta la gloria di Cristo: è nell'umiltà della sua esistenza terrena che Egli trova il potere di giudicare il mondo. Per Lui, regnare è servire! E ciò che ci chiede è di seguirlo su questa via, di servire, di essere attenti al grido del povero, del debole, dell'emarginato". Per questo il Santo Padre calorosamente dice ai fedeli accorsi allo Stade de l'Amitié: "E io vorrei rivolgermi con affetto a tutte le persone che soffrono, ai malati, a quanti sono colpiti dall'AIDS o da altre malattie, a tutti i dimenticati della società. Abbiate coraggio! Il Papa vi è vicino con la preghiera e con il ricordo. Abbiate coraggio! Gesù ha voluto identificarsi con i piccoli, con i malati; ha voluto condividere la vostra sofferenza e riconoscere in voi dei fratelli e delle sorelle, per liberarli da ogni male, da ogni sofferenza! Ogni malato, ogni povero merita il nostro rispetto e il nostro amore, perché attraverso di lui Dio ci indica la via verso il cielo". L'omelia integrale di Papa Benedetto XVI è disponibile in versione integrale sul sito della Santa Sede (http://is.gd/9yaDDp).

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