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Benedetto XVI su Libia e Siria: via del negoziato prevalga su violenza

Papa Benedetto XVI in occasione del Regina Coeli in Piazza San Pietro parla del "Buon Pastore" protagonista del Vangelo della Domenica e della necessità che la pace e la concordia vinca in Libia ed in Siria: "perché la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza".

Papa Benedetto XVI dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico Vaticano ha recitato il Regina Coeli con i fedeli ed i pellegrini giunti numerosi in Piazza San Pietro. Prima della preghiera in onore della Madonna il Santo Padre ha riflettuto sul Vangelo della Domenica che, dice il Santo Padre "ci presenta una delle icone più belle che, sin dai primi secoli della Chiesa, hanno raffigurato il Signore Gesù: quella del Buon Pastore. Il Vangelo di san Giovanni, al capitolo decimo, ci descrive i tratti peculiari del rapporto tra Cristo Pastore e il suo gregge, un rapporto talmente stretto che nessuno potrà mai rapire le pecore dalla sua mano. Esse, infatti, sono unite a Lui da un vincolo d'amore e di reciproca conoscenza, che garantisce loro il dono incommensurabile della vita eterna" (http://is.gd/eBeSjw). Dopo il Regina Coeli il Santo Padre parla di Libia e Siria, che soffrono guerra e violenze che portano alla tragedia e alle sofferenze sopratutto delle persone più deboli, povere ed indifese. Papa Benedetto XVI dice: "Continuo a seguire con grande apprensione il drammatico conflitto armato che, in Libia, ha causato un elevato numero di vittime e di sofferenze, soprattutto fra la popolazione civile. Rinnovo un pressante appello perché la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza, con l'aiuto degli Organismi internazionali che si stanno adoperando nella ricerca di una soluzione alla crisi. Assicuro, inoltre, la mia orante e commossa partecipazione all'impegno con cui la Chiesa locale assiste la popolazione, in particolare tramite le persone consacrate presenti negli ospedali". E non risparmia la sua richiesta di pace anche per la Siria: "Il mio pensiero va anche alla Siria, dove è urgente ripristinare una convivenza improntata alla concordia e all'unità. Chiedo a Dio che non ci siano ulteriori spargimenti di sangue in quella Patria di grandi religioni e civiltà, ed invito le Autorità e tutti i cittadini a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca del bene comune e nell'accoglienza delle legittime aspirazioni a un futuro di pace e di stabilità".

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