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Benedetto XVI: rinunciare a "stile aggressivo" anche verso l'ambiente

Papa Benedetto XVI indica il rimedio alle "ferite dell'umanità", siano esse materiali ("come la fame e le ingiustizie") siano quelle psicologiche e morali ("causate da un falso benessere"). La soluzione è l'abbandono dell'aggressività e l'adozione della "mitezza", anche verso l'ambiente.

Papa Benedetto XVI nelle parole d'introduzione all'Angelus di domenica scorsa ha ricordato le parole del Vangelo di Matteo: "il Signore Gesù ci ripete quelle parole che conosciamo così bene - ha detto il Papa -, ma che sempre ci commuovono: 'Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero'". Il Santo Padre spiega il senso profondo delle parole di Cristo, come spesso usa fare, con una domanda: "Gesù promette di dare a tutti 'ristoro', ma pone una condizione: 'Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore'. Che cos'è questo 'giogo', che invece di pesare alleggerisce, e invece di schiacciare solleva?". Il "giogo" risponde il Papa non è altro che "la legge dell'amore", ovvero il comandamento che ha lasciato ai suoi discepoli. Papa Benedetto XVI osserva difatti che "Il vero rimedio alle ferite dell'umanità, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull'amore fraterno, che ha la sua sorgente nell'amore di Dio". Un rimedio che non consente di tenere all'uomo le vie che lo stanno portando alla distruzione, sia "umana" che "ambientale". Dice il Papa: "Per questo bisogna abbandonare la via dell'arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo. Anche verso l'ambiente bisogna rinunciare allo stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli e adottare una ragionevole 'mitezza'. Ma soprattutto nei rapporti umani, interpersonali, sociali, la regola del rispetto e della non violenza, cioè la forza della verità contro ogni sopruso, è quella che può assicurare un futuro degno dell'uomo".

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