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Benedetto XVI: riconciliazione e piano di pace per Siria e Libia

Papa Benedetto XVI alla recita dell'Angelus si sofferma su Gesù che cammina sul mare per raggiungere i discepoli. La tempesta "indica ogni sorta di tribolazione" e così il Papa invoca per la Siria che "la riconciliazione prevalga" e per la Libia un "piano di pace" attraverso il "dialogo costruttivo".

Papa Benedetto XVI ha recitato l'Angelus con i fedeli e i pellegrini giunti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Nell'introduzione della preghiera mariana il Santo Padre commenta il Vangelo della Domenica che racconta di Gesù che, camminando sulle acque, raggiunge i discepoli al termine di una notte tempestosa. Papa Benedetto XVI parla della rassicurazione di Gesù che dice ai discepoli: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!". "E' un episodio, del quale i Padri della Chiesa hanno colto una grande ricchezza di significato" dice il Santo Padre. "Il mare simboleggia la vita presente e l'instabilità del mondo visibile; la tempesta indica ogni sorta di tribolazione, di difficoltà, che opprime l'uomo. La barca, invece, rappresenta la Chiesa edificata su Cristo e guidata dagli Apostoli. Gesù vuole educare i discepoli a sopportare con coraggio le avversità della vita, confidando in Dio, in Colui che si è rivelato al profeta Elia sull'Oreb nel 'sussurro di una brezza leggera'", spiega il Papa. Papa Benedetto poi riflettere sul comportamento di Pietro che prima cammina sulle acque per raggiungere il Signore ma poi, impaurito, affonda, gridando "Signore, salvami!". Dice il Papa: "Pietro cammina sulle acque non per la propria forza, ma per la grazia divina, in cui crede, e quando viene sopraffatto dal dubbio, quando non fissa più lo sguardo su Gesù, ma ha paura del vento, quando non si fida pienamente della parola del Maestro, vuol dire che si sta allontanando la Lui ed è allora che rischia di affondare nel mare della vita". "Il grande pensatore Romano Guardini scrive che il Signore 'è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova' (cit. Accettare se stessi, Brescia 1992, 71)", osserva il Santo Padre. Dopo la recita dell'Angelus Papa Benedetto XVI si sofferma poi sulla situazione che sta vivendo la Siria: "Seguo con viva preoccupazione i drammatici e crescenti episodi di violenza in Siria, che hanno provocato numerose vittime e gravi sofferenze. Invito i fedeli cattolici a pregare, affinché lo sforzo per la riconciliazione prevalga sulla divisione e sul rancore. Inoltre, rinnovo alle Autorità ed alla popolazione siriana un pressante appello, perché si ristabilisca quanto prima la pacifica convivenza e si risponda adeguatamente alle legittime aspirazioni dei cittadini, nel rispetto della loro dignità e a beneficio della stabilità regionale. Il mio pensiero va anche alla Libia, dove la forza delle armi non ha risolto la situazione. Esorto gli Organismi internazionali e quanti hanno responsabilità politiche e militari a rilanciare con convinzione e risolutezza la ricerca di un piano di pace per il Paese, attraverso il negoziato ed il dialogo costruttivo".

© riproduzione riservata | online: | update: 09/08/2011

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