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Benedetto XVI: non aver timore di impegnarsi per un'altra persona!

Papa Benedetto XVI, dall'Ippodromo di Zagreb in Croazia, celebrando la Santa Messa in occasione del primo Incontro Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate, invita i cristiani ad avere "coraggio" e a non "aver timore di impegnarsi per un'altra persona!".

Nella VII Domenica di Pasqua il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, all'Ippodromo di Zagreb alla Santa Messa in occasione della prima Giornata nazionale delle famiglie cattoliche croate. Nell'omelia, Benedetto XVI sottolinea prima di tutto come il Signore abbia ordinato ai suoi discepoli, prima della sua Ascensione, "di "non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre" (At 1,4)". Il Papa spiega che Gesù aveva chiesto, cioè, "che restassero insieme per prepararsi a ricevere il dono dello Spirito Santo". Il Santo Padre continua evidenziando come "Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere la venuta del Paraclito, e la prolungata preghiera fu il presupposto della loro concordia", evidenziando che quando i discepoli, riunendosi "in preghiera con Maria nel Cenacolo in attesa dell'evento promesso (cfr At 1,14)" rappresentano "una formidabile lezione per ogni comunità cristiana". Benedetto XVI ringrazia poi i Vescovi della Croazia che l'hanno invitato in occasione di questo primo Incontro Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate. "Desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per l'attenzione e l'impegno verso la famiglia - continua Benedetto XVI - non solo perché questa fondamentale realtà umana oggi, nel vostro Paese come altrove, deve affrontare difficoltà e minacce, e quindi ha particolare bisogno di essere evangelizzata e sostenuta, ma anche perché le famiglie cristiane sono una risorsa decisiva per l'educazione alla fede, per l'edificazione della Chiesa come comunione e per la sua presenza missionaria nelle più diverse situazioni di vita". Il Papa ricorda come "la famiglia cristiana sia segno speciale della presenza e dell'amore di Cristo", sottolineando come essa sia "chiamata a dare un contributo specifico ed insostituibile all'evangelizzazione". Citando il beato Giovanni Paolo II, che per tre volte visitò la Croazia, ricorda che "la famiglia cristiana è chiamata a prendere parte viva e responsabile alla missione della Chiesa in modo proprio e originale, ponendo cioè al servizio della Chiesa e della società se stessa nel suo essere ed agire, in quanto intima comunità di vita e d'amore" (Familiaris consortio, 50)". Benedetto XVI sottolinea quindi come "nella società odierna è più che mai necessaria e urgente la presenza di famiglie cristiane esemplari", sottolineando come "purtroppo dobbiamo constatare, specialmente in Europa, il diffondersi di una secolarizzazione che porta all'emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia". Il Santo Padre evidenzia come nella società moderna si tende ad assolutizzare "una libertà senza impegno per la verità", che quindi "coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere" trascurando, invece, "la qualità delle relazioni con le persone e i valori umani più profondi". Benedetto XVI sottolinea come oggi si tende a ridurre "l'amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita". I cristiani, esorta il Papa, sono "chiamati a contrastare tale mentalità!". "Accanto alla parola della Chiesa - continua Benedetto XVI - è molto importante la testimonianza e l'impegno delle famiglie cristiane, la vostra testimonianza concreta, specie per affermare l'intangibilità della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio e la necessità di provvedimenti legislativi che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figli". Per tutti questi motivi il Santo Padre esorta le famiglie ad essere "coraggiose!". "Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria, o addirittura sostitutiva del matrimonio!" spiega il Papa, perché i cristiani devono mostrare con la loro "testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve, che non bisogna aver timore di impegnarsi per un'altra persona!". "Care famiglie, gioite per la paternità e la maternità! L'apertura alla vita è segno di apertura al futuro, di fiducia nel futuro, così come il rispetto della morale naturale libera la persona, anziché mortificarla! Il bene della famiglia è anche il bene della Chiesa" conclude Papa Benedetto XVI, ribadendo che "L'edificazione di ogni singola famiglia cristiana si colloca nel contesto della più grande famiglia della Chiesa, che la sostiene e la porta con sé...E reciprocamente, la Chiesa viene edificata dalle famiglie, piccole chiese domestiche" (Discorso di apertura del Convegno ecclesiale diocesano di Roma, 6 giugno 2005: Insegnamenti di Benedetto XVI, I, 2005, p. 205)".

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