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Benedetto XVI fa Santa la suora che denunciò prete pedofilo

A Piazza San Pietro si sono riunite oggi oltre 80mila persone, per ascoltare la liturgia di Papa Benedetto XVI che celebra la canonizzazione di 6 nuovi Santi. Tra questi Mary of the Cross (Mary Helen) MacKillop, che denunciò un prete pedofilo.

A Piazza San Pietro si sono riunite oggi oltre 80mila persone, per ascoltare la liturgia di Papa Benedetto XVI che celebra la canonizzazione di 6 nuovi Santi. I 6 nuovi Santi, che sono vissuti e morti in grazia di Dio, seguendo l'insegnamento di Gesù, sono Stanislaw Kazimierczyk Soltys, sacerdote dell'Ordine dei Canonici regolari lateranensi (1433-1489); André Alfred Bessette, religioso della Congregazione di Santa Croce (1845-1937); Candida Maria de Jesus Cipitria y Barriola, fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù (1845-1912); Giulia Salzano, fondatrice della Congregazione delle Suore catechiste del Sacro Cuore di Gesù (1846-1929); Battista Camilla da Varano, vergine dell'Ordine di Santa Chiara (1458-1524) e Mary of the Cross (Mary Helen) MacKillop, la prima santa australiana, fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore (1842-1909).
La santificazione di Mary of the Cross (Maria della Croce) ha un significato ancora più importante, visto che la suora, che ha dedicato la sua vita all'educazione dei poveri e dei più bisognosi, nonché alle ragazze in pericolo, fu scomunicata nel 1871 per "presunta disobbedienza" dal vescovo di Adelaide, perché denunciò, insieme ad altre consorelle, un sacerdote che commise abusi sessuali su minori.
La scomunica, però, fu inflitta in maniera irregolare, e successivamente le fu revocata e la sua congregazione riconosciuta.
Nel dossier ufficiale sulla vita della religiosa diffuso dal Vaticano si legge che la suora "accettò la scomunica e l'allontanamento di molte delle sue consorelle con serenità e pace" e che "il vescovo revocò la sua decisione poco prima della sua morte, sei mesi più tardi".
Ma suor MacKillop diventa Santa anche perché a favore "della dignità di tutti gli uomini" e per aver lottato contro ogni forma di discriminazione e di oppressione, perché ferma sostenitrice del fatto che non esistono "differenze di credo o di razza", come riporta alla Radio Vaticana Maria Casey, la postulatrice della causa di canonizzazione.

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