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Benedetto XVI: da Sodoma e Gomorra "escalation" di misericordia di Dio

Papa Benedetto XVI nella sua "quasi Scuola di Preghiera" alle Udienze Generali del mercoledì incomincia ad "esplorare" la Bibbia, partendo da Abramo "nostro padre nella fede" e dimostrando il senso della preghiera, che è richiesta di "essere liberati dal male". Grazie alla infinita misericordia di Dio.

Papa Benedetto XVI nell'Udienza Generale di mercoledì 18 maggio, ha continuato il suo nuovo ciclo di catechesi che lui stesso ha definito "quasi una Scuola di Preghiera", essendo dedicato, come ha osservato proprio nell'ultimo mercoledì, alla "preghiera come fenomeno universale, che - pur in forme diverse - è presente nelle culture di tutti i tempi". Su questa linea il Santo Padre ha intrapreso un percorso all'interno della Bibbia per "approfondire il dialogo di alleanza tra Dio e l'uomo che anima la storia della salvezza, fino al culmine, alla parola definitiva che è Gesù Cristo". "Questo cammino ci porterà a soffermarci su alcuni importanti testi e figure paradigmatiche dell'Antico e del Nuovo Testamento" spiega il Papa e continua: "Sarà Abramo, il grande Patriarca, padre di tutti i credenti, ad offrirci un primo esempio di preghiera, nell'episodio dell'intercessione per le città di Sodoma e Gomorra". Papa Benedetto XVI poi fa un invito, che di solito viene spesso rivolto dalla Chiesa per quanto riguarda il Vangelo, rivolto però proprio alla Sacra Bibbia: "E vorrei anche invitarvi ad approfittare del percorso che faremo nelle prossime catechesi per imparare a conoscere di più la Bibbia, che spero abbiate nelle vostre case, e, durante la settimana, soffermarsi a leggerla e meditarla nella preghiera, per conoscere la meravigliosa storia del rapporto tra Dio e l'uomo, tra Dio che si comunica a noi e l'uomo che risponde, che prega". La catechesi del Papa è come sempre profonda ed affascinante anche per i non credenti, tanto che, come abbiamo già scritto, viene il desiderio di raccogliere queste pagine in una sorta di "libretto" utile, se non per la meditazione, almeno per quella che una volta si chiamava "cultura generale". La catechesi completa del Papa è disponibile come sempre su sito della Santa Sede (http://is.gd/AJmPDV). Questo mercoledì Papa Benedetto XVI spiega l'infinito amore di Dio verso gli uomini a partire dalla nota vicenda di quando "la malvagità degli abitanti di Sodoma e Gomorra era giunta al culmine, tanto da rendere necessario un intervento di Dio per compiere un atto di giustizia e per fermare il male distruggendo quelle città", ricorda il Santo Padre, come si legge nel capitolo 18 del "Libro della Genesi". Nel corso della catechesi il Papa spiegherà poi come la preghiera di Abramo ("Davvero sterminerai il giusto con l'empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?), non si limita solamente "a domandare la salvezza per gli innocenti" ma, "mette in gioco una nuova idea di giustizia: non quella che si limita a punire i colpevoli, come fanno gli uomini, ma una giustizia diversa, divina, che cerca il bene e lo crea attraverso il perdono che trasforma il peccatore, lo converte e lo salva" dice il Papa. Per cui, continua il Santo Padre: "Con la sua preghiera, dunque, Abramo non invoca una giustizia meramente retributiva, ma un intervento di salvezza che, tenendo conto degli innocenti, liberi dalla colpa anche gli empi, perdonandoli". E il senso del "cammino della salvezza" di Abramo, nella preghiera per Sodoma e Gomorra significa che "essere salvati non vuol dire semplicemente sfuggire alla punizione, ma essere liberati dal male che ci abita. Non è il castigo che deve essere eliminato, ma il peccato, quel rifiuto di Dio e dell'amore che porta già in sé il castigo" osserva il Papa. L'infinita misericordia di Dio nei confronti dell'umanità vive poi una "escalation", partendo proprio dalla ricerca di un esiguo numero di "giusti" a Sodoma e Gomorra e "accontentandosi" di quel "solo giusto" che basta per salvare Gerusalemme (come dirà a nome dell'Onnipotente il profeta Geremia). Osserva il Santo Padre, a conclusione della catechesi: "Il numero è sceso ancora, la bontà di Dio si mostra ancora più grande. Eppure questo ancora non basta, la sovrabbondante misericordia di Dio non trova la risposta di bene che cerca, e Gerusalemme cade sotto l'assedio del nemico. Bisognerà che Dio stesso diventi quel giusto. E questo è il mistero dell'Incarnazione: per garantire un giusto Egli stesso si fa uomo. Il giusto ci sarà sempre perché è Lui: bisogna però che Dio stesso diventi quel giusto. L'infinito e sorprendente amore divino sarà pienamente manifestato quando il Figlio di Dio si farà uomo, il Giusto definitivo, il perfetto Innocente, che porterà la salvezza al mondo intero morendo sulla croce, perdonando e intercedendo per coloro che 'non sanno quello che fanno'. Allora la preghiera di ogni uomo troverà la sua risposta, allora ogni nostra intercessione sarà pienamente esaudita"

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