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Benedetto XVI come Wojtyla: il Papa messicano arriva a Cuba

Papa Benedetto XVI appende il sombrero "papale" per atterrare a Cuba che, si dice convinto, "guarda già al domani", esortando i cubani ad un progresso che "necessita di un'etica che collochi al centro la persona umana".

"Adesso, posso capire perché Papa Giovanni Paolo II ha detto: 'Io mi sento un Papa messicano!' ". E' con questa convinzione che il popolo messicano ha salutato Benedetto XVI che con il suo sombrero "papale" partecipa con gioia alla felicità della folla che lo attendeva al Colegio Miraflores, ultima tappa prima della sua partenza verso Cuba. Come racconta Alessandro De Carolis di Radio vaticana (http://is.gd/j5xcTZ), anche se già rientrato nelle sue stanze, una "musica festosa", quella dei mariachi, lo richiama indietro e Papa Benedetto XVI ringrazia l'affetto dei fedeli: "Queridos amigos, muchisimas gracias, per questo entusiasmo. Sono molto felice di essere con voi. Ho fatto tanti viaggi, ma non sono mai stato ricevuto con così tanto entusiasmo - aggiungendo - Porterò con me, nel mio cuore, l'impressione di questi giorni. Il Messico sarà sempre nel mio cuore". Nella serata del 26 marzo Papa Ratzinger saluta il Messico, prima tappa del suo 23esimo viaggio apostolico internazionale, dall'aeroporto di León-Guanajuato, ma rassicura prima di tutto che anche se questo viaggio è giunto alla fine non così è, naturalmente, il suo affetto e, aggiunge, "la mia vicinanza ad un Paese che porto nell'intimo di me stesso".
Il Santo Padre chiede quindi "al Signore che tanti sforzi non siano stati vani, e che, con il suo aiuto, producano frutti abbondanti e duraturi nella vita di fede, speranza e carità di León e Guanajuato, del Messico e dei Paesi fratelli dell'America Latina e dei Caraibi".
Prima di salire sull'aereo che lo avrebbe portato a Cuba, il Pontefice ha desiderato "ripetere con forza e chiarezza un invito al popolo messicano" e cioè "essere fedele a sé stesso e a non lasciarsi intimorire dalle forze del male, ad essere coraggioso e lavorare affinché la linfa delle sue radici cristiane faccia fiorire il suo presente ed il suo futuro".
Il Papa spiega di essere stato "anche testimone di segni di preoccupazione per diversi aspetti della vita in questo amato Paese, alcuni rilevati più di recente ed altri che provengono dal passato, e che continuano a causare tante lacerazioni" assicurando di portarli tutti "ugualmente con me, condividendo sia le gioie sia il dolore dei miei fratelli messicani, per metterli in preghiera ai piedi della Croce, nel cuore di Cristo, dal quale scaturiscono l'acqua ed il sangue redentori". Papa Ratzinger esorta quindi "ardentemente" "i cattolici messicani e tutti gli uomini e donne di buona volontà, a non cedere alla mentalità utilitarista, che finisce sempre col sacrificare i più deboli ed indifesi - continuando - Li invito ad un sforzo solidale che permetta alla società di rinnovarsi dalle sue fondamenta per realizzare una vita degna, giusta ed in pace per tutti", specificando infine che "per i cattolici, questo contributo al bene comune è anche un'esigenza di quella dimensione essenziale del Vangelo che è la promozione umana ed una espressione altissima della carità. Per questo la Chiesa esorta tutti i suoi fedeli ad essere anche buoni cittadini, coscienti della loro responsabilità di preoccuparsi per il bene degli altri, di tutti, sia nella sfera personale sia nei diversi settori della società".
Prima di volare verso Cuba Papa Benedetto XVI dice quindi "addio" al Messico ma, sottolinea, "nel vero senso della bella espressione tradizionale ispanica: Rimanete con Dio!".
Alle ore 21:30 (locali) il Pontefice atterra infine a Cuba, dopo 14 anni dalla storica visita di Giovanni Paolo II, che incontrò nel 1998 Fidel Castro.
A ricevere all'Aeroporto Internazionale Antonio Maceo di Santiago de Cuba il Pontefice è, tra gli altri, il fratello del Leader Maximo, che oggi detiene il potere sull'isola caraibica, Raul Castro. Il Papa arriva a Cuba nel IV centenario della scoperta dell'immagine della Vergine della Carità del Cobre, la Vergine pellegrina patrona del Paese, la stessa che "ha saputo unire tutti i cubani, credenti e non credenti" come sottolinea Raul Castro nel corso del suo discorso di benvenuto, ribadendo quindi "i buoni rapporti esistenti tra Chiesa e Stato".
Raul Castro sottolinea anche che Cuba si sta impegnando "sui fronti della giustizia e della solidarietà mentre nel mondo ci sono grandi disuguaglianze", denunciando quindi l'embargo in atto degli Stati Uniti contro l'isola che, ha aggiunto, "si è esteso ai settori finanziari nonostante gli sforzi di cambiamento del governo cubano".
Papa Bendetto XVI spiega prima di tutto di venire "a Cuba come Pellegrino della carità, per confermare i miei fratelli nella fede e incoraggiarli nella speranza, che nasce dalla presenza dell'amore di Dio nelle nostre vite - continuando - Porto nel mio cuore le giuste aspirazioni e i legittimi desideri di tutti i cubani, dovunque si trovino, le loro sofferenze e gioie, le loro preoccupazioni e gli aneliti più nobili, in modo speciale dei giovani e degli anziani, degli adolescenti e dei bambini, degli infermi e dei lavoratori, dei detenuti e dei loro familiari, così come dei poveri e bisognosi".
Il Santo Padre ricorda che "molte parti del mondo vivono oggi un momento di particolare difficoltà economica, che non pochi concordano nel situare in una profonda crisi di tipo spirituale e morale, che ha lasciato l'uomo senza valori e indifeso di fronte all'ambizione e all'egoismo di certi poteri che non tengono conto del bene autentico delle persone e delle famiglie - esortando i cubani - Non si può proseguire a lungo nella stessa direzione culturale e morale che ha causato la dolorosa situazione che tanti sperimentano. Al contrario, il vero progresso necessita di un'etica che collochi al centro la persona umana e tenga conto delle sue esigenze più autentiche, in modo speciale della sua dimensione spirituale e religiosa. Per questo, nel cuore e nella mente di molti, si fa strada sempre di più la certezza che la rigenerazione delle società e del mondo richiede uomini retti e di ferme convinzioni morali e alti valori di fondo che non siano manipolabili da interessi limitati, e che rispondano alla natura immutabile e trascendente dell'essere umano".
E nell'annunciare il desiderio di recarsi a "El Cobre" per prostarsi "ai piedi della Madre di Dio, per ringraziarla dei suoi interventi in favore di tutti i suoi figli cubani e chiedere la sua intercessione, affinché guidi i percorsi di questa amata Nazione sui sentieri della giustizia, della pace, della libertà e della riconciliazione", Papa Benedetto XVI si dice "convinto che Cuba, in questo momento così importante della sua storia, sta guardando già al domani, e per questo si sforza di rinnovare e ampliare i suoi orizzonti", aggiungendo che "a ciò coopererà quell'immenso patrimonio di valori spirituali e morali che hanno plasmato la sua identità più genuina, e che si trovano scolpiti nell'opera e nella vita di molti insigni padri della patria, come il Beato José Olallo y Valdés, il Servo di Dio Félix Varela o l'insigne José Martí".
La Chiesa, entrata in una nuova fase nelle relazioni con lo Stato cubano a partire dalla visita di Giovanni Paolo II, "rinnova i suoi propositi di continuare a lavorare senza tregua per servire meglio tutti i cubani", come rassicura il Pontefice.

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