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Benedetto XVI: che l'"amicizia" non sia solo quella di Facebook

Papa Benedetto XVI interviene sul rapporto di internet e giovani, un rapporto complesso che spesso stordisce e non contribuisce "alla crescita in umanità", come testimoniano sociologi, insegnanti e chiunque osservi l' "apatia frenetica" dei ragazzi 2.0.

Papa Benedetto XVI ha chiuso oggi l'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, nel corso in cui si è approfondito il tema "Cultura della comunicazione e nuovi linguaggi" ed ha parlato di internet e dei nuovi linguaggi della comunicazione.
Il Papa ha anche avuto l'occasione di parlare di giovani e internet osservando: "Oggi non pochi giovani, storditi dalle infinite possibilità offerte dalle reti informatiche o da altre tecnologie, stabiliscono forme di comunicazione che non contribuiscono alla crescita in umanità, ma rischiano anzi di aumentare il senso di solitudine e di spaesamento", come dire che l'"amicizia" non è solo quella di Facebook e che la comunicazione non è solo quella "filtrata" dalla rete.
Il Papa nota, come tutti i sociologi e gli insegnanti, che un mezzo complesso come la rete è sicuramente dirompente per un giovane che ha a stento gli strumenti culturali e critici per gestirlo e continua: "Dinanzi a tali fenomeni, ho parlato più volte di emergenza educativa, una sfida a cui si può e si deve rispondere con intelligenza creativa, impegnandosi a promuovere una comunicazione umanizzante, che stimoli il senso critico e la capacità di valutazione e di discernimento".
Papa Benedetto XVI ricorda al termine del suo discorso che "abbiamo bisogno di uomini e donne che parlino con la loro vita, che sappiano comunicare il Vangelo, con chiarezza e coraggio, con la trasparenza delle azioni, con la passione gioiosa della carità" anche perché "alla fine, solo l'amore è degno di fede e risulta credibile".

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