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Benedetto XVI: autorità non è "possesso, potere, dominio, successo"

Papa Benedetto XVI nell'introduzione all'Angelus commenta il Vangelo della domenica in cui Gesù ordinò allo "spirito impuro" che possedeva un uomo "Taci, esci da lui!". In questo brano del Vangelo si svela quindi l'autorità dell'insegnamento di Cristo, "superiore ad ogni maestro umano" come scrive padre Sergio Gaspari.

Papa Benedetto XVI prima di recitare l'Angelus con i fedeli giunti in Piazza San Pietro commenta il Vangelo della domenica. La piazza è gremita di bambini che sono arrivati dal Papa con la "Carovana della Pace" organizzata dall'Azione Cattolica della diocesi di Roma. Il Santo Padre descrive il Vangelo di questa domenica che "ci presenta Gesù che, in giorno di sabato, predica nella sinagoga di Cafarnao, la piccola città sul lago di Galilea dove abitavano Pietro e suo fratello Andrea. Al suo insegnamento, che suscita la meraviglia della gente, segue la liberazione di 'un uomo posseduto da uno spirito impuro' (v. 23), che riconosce in Gesù il 'santo di Dio', cioè il Messia. In poco tempo, la sua fama si diffonde in tutta la regione, che Egli percorre annunciando il Regno di Dio e guarendo i malati di ogni genere: parola e azione" (http://is.gd/jVt6pj). Nel foglietto che si trova in ogni chiesa, cioè "la Domenica", padre Sergio Gaspari, nella sua riflessione intitolata "Egli insegnava loro come uno che ha autorità" scrive a proposito: "La Liturgia della Parola di oggi può essere denominata, come insegna Benedetto XVI, 'sacramentalità della Parola (Verbum Domini n.56). Che significa: la Parola realizza ciò che dice. Difatti il Vangelo presenta Gesù come un Profeta superiore ad ogni maestro umano, perché insegna con autorità: impone ad uno spirito impuro di tacere e di uscire e questi obbedisce" ("la Domenica" 29 gennaio 2012). Papa Benedetto XVI nell'introduzione alla preghiera mariana infatti spiega: "La parola che Gesù rivolge agli uomini apre immediatamente l'accesso al volere del Padre e alla verità di se stessi. (...) Inoltre, all'efficacia della parola, Gesù univa quella dei segni di liberazione dal male. (...) L'autorità divina non è una forza della natura. E' il potere dell'amore di Dio che crea l'universo e, incarnandosi nel Figlio Unigenito, scendendo nella nostra umanità, risana il mondo corrotto dal peccato". Il Santo Padre quindi ricorda che "spesso per l'uomo l'autorità significa possesso, potere, dominio, successo. Per Dio, invece, l'autorità significa servizio, umiltà, amore; significa entrare nella logica di Gesù che si china a lavare i piedi dei discepoli (cfr Gv 13,5), che cerca il vero bene dell'uomo, che guarisce le ferite, che è capace di un amore così grande da dare la vita, perché è l'Amore".

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