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Benedetto XVI ai Prefetti: funzione civile ha carattere quasi "sacro"

Ricevendo in Udienza i Prefetti d'Italia, in occasione delle celebrazioni dell'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia, li esorta a non dimenticare che "la pubblica amministrazione, a qualsiasi livello, quale strumento dello Stato, ha come finalità quella di servire i cittadini".

Ricevendo in Udienza i Prefetti d'Italia, in occasione delle celebrazioni dell'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia (14 ottobre 2011), Papa Benedetto XVI sottolinea "con vivo compiacimento i rapporti di stretta vicinanza e di proficua cooperazione che le Prefetture intrattengono con le Diocesi e le parrocchie" ma, "consapevole che 'tutti dipendiamo da tutti', come scriveva il beato Giovanni Paolo II (Sollicitudo rei socialis, 38)" e ricordando come "la Comunità ecclesiale considera suo preciso mandato rivolgersi all'uomo in ogni contesto", desidera "incoraggiare ciascuno a proseguire nel solco di questa mutua intesa nell'interesse dei cittadini e del bene comune". Il Santo Padre esorta quindi i Prefetti a non dimenticare che "la pubblica amministrazione, a qualsiasi livello, quale strumento dello Stato, ha come finalità quella di servire i cittadini... - evidenziando che - Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 412)". Il Papa invita quindi i Prefetti d'Italia a non scoraggiarsi "di fronte alla difficoltà e alle incomprensioni", soprattutto ora che il loro compito è ancor più "complesso e gravoso dalle presenti circostanze di incertezza sociale ed economica", esortandoli ad essere "sempre pronti a trattare le questioni con grande senso del dovere e con prudenza, non venendo mai meno all'ossequio alla verità e al coraggio della difesa dei beni supremi". Benedetto XVI a questo proposito ricorda proprio la figura di Sant'Ambrogio, patrono dei Prefetti, "che all'improvviso fu chiamato all'Episcopato, dovendo abbandonare una brillante carriera di alto funzionario pubblico; e non era ancora battezzato!", spiega come "egli seppe, in un certo senso, trasferire nell'esercizio del ministero pastorale i tratti sostanziali di quell'habitus, che lo distinse e lo pose all'ammirazione di molti quale integerrimo funzionario civile". Papa Benedetto XVI rammenta quindi il commento che Sant'Ambrogio al Vangelo di san Luca, che sottolinea come "l'istituzione del potere civile deriva così bene da Dio, che colui che lo esercita è egli pure ministro di Dio" (In Lc. 4,29). Augurando che la testimonianza di Sant'Ambrogio sia, a tutti i Prefetti, un esempio "di stimolo e di incoraggiamento, affinché il loro "lavoro possa essere ogni giorno al servizio della giustizia, della pace, della libertà e del bene comune", il Santo Padre conclude evidenziando come "la funzione civile è talmente eminente e insigne da rivestire un carattere quasi 'sacro' " e per questo deve essere esercitata "con grande dignità e con un vivo senso di responsabilità".

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