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Benedetto XVI a Odifreddi: la Sua religione matematica resta vuota

Benedetto XVI risponde alla lettera aperta del "matematico ateo" Piergiorgio Odifreddi pubblicata nel libro "Caro papa, ti scrivo", chiarendo: "Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico - e ancora - Nella Sua religione della matematica tre temi fondamentali dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male". Benedetto XVI spiega quindi ad Odifreddi: "Una religione che tralascia queste domande fondamentali resta vuota".

La generazione di Benedetto XVI accoglie con gioia il mostrarsi nuovamente "al mondo" del Papa Emerito, anche se solamente attraverso una missiva indirizzata al "matematico ateo" Piergiorgio Odifreddi, che ha reso pubblica. Benedetto XVI risponde infatti alla lettera aperta pubblicata nel libro "Caro papa, ti scrivo" (Mondadori, 2011) dove Odifreddi tenta (e proprio il caso di dirlo) di esporre una "luciferina introduzione all'ateismo" per replicare all' "Introduzione al Cristianesimo" di Ratzinger. Il matematico spiega di aver voluto iniziare questo dialogo, che fino ad oggi immaginava potesse svilupparsi solo a distanza, dopo aver compreso che "la fede e la dottrina di Benedetto XVI, a differenza di quelle di altri, erano sufficientemente salde e agguerrite da poter benissimo affrontare e sostenere attacchi frontali". Ed infatti, nellla missiva di 11 pagine recapitate a Odifreddi, Benedetto XVI specifica: "La mia critica al Suo libro in parte è dura. Ma del dialogo fa parte la franchezza; solo così può crescere la conoscenza". Benedetto XVI infatti spiega ad Odifreddi: "Il mio giudizio circa il Suo libro nel suo insieme è (...) in se stesso piuttosto contrastante. - chiarendo - Ne ho letto alcune parti con godimento e profitto. In altre parti, invece, mi sono meravigliato di una certa aggressività e dell'avventatezza dell'argomentazione".

Prima di tutto, Benedetto XVI sottolinea come Odifreddi faccia notare "che la teologia sarebbe fantascienza", evidenziando però: "A tale riguardo, mi meraviglio che Lei, tuttavia, ritenga il mio libro degno di una discussione così dettagliata". Benedetto XVI quindi spiega al matematico come "in tutte le materie specifiche la scientificità ha ogni volta la propria forma, secondo la particolarità del suo oggetto. - aggiungendo - L'essenziale è che applichi un metodo verificabile, escluda l'arbitrio e garantisca la razionalità nelle rispettive diverse modalità". Il Papa Emerito quindi premette che "una funzione importante della teologia è quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione" perché "ambedue le funzioni sono di essenziale importanza per l'umanità". Inoltre, Benedetto XVI ricorda ad Odifreddi come "la fantascienza esiste, d'altronde, nell'ambito di molte scienze", spiegando che "sono visioni ed anticipazioni, per giungere ad una vera conoscenza" anche se sono "appunto, soltanto immaginazioni con cui cerchiamo di avvicinarci alla realtà", rammentando come "esiste, del resto, la fantascienza in grande stile proprio anche all'interno della teoria dell'evoluzione", e precisa: "Il gene egoista di Richard Dawkins è un esempio classico di fantascienza. Il grande Jacques Monod ha scritto delle frasi che egli stesso avrà inserito nella sua opera sicuramente solo come fantascienza".

"In tutte le tematiche discusse finora si tratta di un dialogo serio" prosegue quindi Benedetto XVI, puntualizzando però a Piergiorgio Odifreddi che "le cose stanno diversamente nel capitolo sul sacerdote e sulla morale cattolica, e ancora diversamente nei capitoli su Gesù". Prima di tutto, Benedetto XVI specifica: "Quanto a ciò che Lei dice dell'abuso morale di minorenni da parte di sacerdoti, posso - come Lei sa - prenderne atto solo con profonda costernazione. Mai ho cercato di mascherare queste cose. Che il potere del male penetri fino a tal punto nel mondo interiore della fede è per noi una sofferenza che, da una parte, dobbiamo sopportare, mentre, dall'altra, dobbiamo al tempo stesso, fare tutto il possibile affinché casi del genere non si ripetano. Non è neppure motivo di conforto sapere che, secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non è più alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili. - chiarendo - In ogni caso, non si dovrebbe presentare ostentatamente questa deviazione come se si trattasse di un sudiciume specifico del cattolicesimo". Il Papa Emerito quindi aggiunge: "Se non è lecito tacere sul male nella Chiesa, non si deve però, tacere neppure della grande scia luminosa di bontà e di purezza, che la fede cristiana ha tracciato lungo i secoli".

Benedetto XVI prosegue quindi il suo franco dialogo con Odifreddi affermando: "Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico. - e ancora - Se Lei pone la questione come se di Gesù, in fondo, non si sapesse niente e di Lui, come figura storica, nulla fosse accertabile, allora posso soltanto invitarLa in modo deciso a rendersi un po' più competente da un punto di vista storico". Raccomandando quindi ad Odifreddi la lettura dei "quattro volumi che Martin Hengel (esegeta dalla Facoltà teologica protestante di Túbingen) ha pubblicato insieme con Maria Schwemer" quali "esempio eccellente di precisione storica e di amplissima informazione storica", Benedetto XVI spiega al matematico: "Ciò che Lei dice su Gesù è un parlare avventato che non dovrebbe ripetere".

Infine, Benedetto XVI si sofferma sul fatto che Odifreddi intende "sostituire Dio con 'La Natura' " facendo notare al matematico come in questo caso, però, "resta la domanda" sul "chi o che cosa sia questa natura", e chiarisce: "In nessun luogo Lei la definisce e appare quindi come una divinità irrazionale che non spiega nulla. - aggiungendo - Vorrei, però, soprattutto far ancora notare che nella Sua religione della matematica tre temi fondamentali dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male". Benedetto XVI quindi conclude la lettera ad Odifreddi: "Mi meraviglio che Lei con un solo cenno liquidi la libertà che pur è stata ed è il valore portante dell'epoca moderna. L'amore, nel Suo libro, non compare e anche sul male non c'è alcuna informazione. Qualunque cosa la neurobiologia dica o non dica sulla libertà, nel dramma reale della nostra storia essa è presente come realtà determinante e deve essere presa in considerazione. Ma la Sua religione matematica non conosce alcuna informazione sul male. - chiudendo - Una religione che tralascia queste domande fondamentali resta vuota".

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