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Benedetto XVI: Universo frutto di razionalità eterna, non del caso

In una interessante omelia in occasione della messa dell'Epifania, Papa Benedetto XVI spiega che "l'Universo non è il risultato del caso, come alcuni vogliono farci credere" perché "nella bellezza del mondo non possiamo non leggere la razionalità eterna".

Nella grotta di Betlemme sono giunti i Re Magi per portare al figlio di Dio, Gesù Bambino, oro, incenso e mirra. I Re Magi hanno seguito la stella che indicava la nascita del "re dei Giudei", del Messia, che precedendoli "si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino" (Vangelo di Matteo).
Oggi Papa Benedetto XVI, nell'omelia della messa dell'Epifania, ha ricordato la stella che ha guidato i Re Magi spiegando che "è la Parola di Dio la vera stella, che, nell'incertezza dei discorsi umani, ci offre l'immenso splendore della verità divina".
Quindi Benedetto XVI invita: "Cari fratelli e sorelle lasciamoci guidare dalla stella, che è la Parola di Dio, seguiamola nella nostra vita, camminando con la Chiesa, dove la Parola ha piantato la sua tenda".
Benedetto XVI sottolinea poi il fatto che "l'Universo non è il risultato del caso, come alcuni vogliono farci credere".
"Contemplandolo siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la Sapienza del Creatore, l'inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi - continua nell'omelia il Papa - Non dovremmo lasciarci limitare la mente da teorie che arrivano sempre solo fino a un certo punto e che, se guardiamo bene, non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà".
Il Santo Padre spiega che "nella bellezza del mondo, nel suo mistero, nella sua grandezza e nella sua razionalità non possiamo non leggere la razionalità eterna, e non possiamo fare a meno di farci guidare da essa fino all'unico Dio, Creatore del cielo e della terra".
"Se avremo questo sguardo - esorta il Papa - vedremo che Colui che ha creato il mondo e Colui che è nato in una grotta a Betlemme e continua ad abitare in mezzo a noi nell'Eucaristia, sono lo stesso Dio vivente, che ci interpella, ci ama, vuole condurci alla vita eterna".
"La nostra strada sarà sempre illuminata da una luce che nessun altro segno può darci - continua Benedetto XVI - E potremo anche noi diventare stelle per gli altri, riflesso di quella luce che Cristo ha fatto risplendere su di noi".
Benedetto XVI conclude sottolineando però "un ultimo elemento importante della vicenda dei Magi".
"Il linguaggio del Creato - spiega il Papa - ci permette di percorrere un buon tratto di strada verso Dio, ma non ci dona la luce definitiva. Alla fine, per i Magi è stato indispensabile ascoltare la voce delle Sacre Scritture: solo esse potevano indicare loro la via".

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