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Benedetto XVI: Papa Giovanni Paolo II ogni dono diventa anche impegno

Papa Benedetto XVI ricorda la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio ed il ruolo dei cristiani polacchi che "hanno compreso che la vera vittoria può giungere solo se accompagnata da una profonda trasformazione interiore". E ricorda il Beato Papa Giovanni Paolo II che "ripeteva spesso (...), ogni dono diventa anche impegno".

Papa Benedetto XVI ha recitato l'Angelus insieme a i fedeli presenti in Piazza San Pietro, ricordando, come aveva fatto in occasione della sua apertura che "l'odierna domenica cade nel mezzo della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio". Il Papa infatti invita "cordialmente tutti ad unirsi alla preghiera che Gesù ha rivolto al Padre alla vigilia della sua passione: 'Che siano una sola cosa, perché il mondo creda' (Gv 17,21)". Dice il Santo Padre nell'introduzione della pregiera mariana: "Quest'anno, in particolare, la nostra meditazione nella Settimana di preghiera per l'unità fa riferimento ad un brano della Prima Lettera di san Paolo ai Corinzi, dal quale si è formulato il motto: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore (cfr 1 Cor 15,51-58). Siamo chiamati a contemplare la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, cioè la sua risurrezione, come un evento che trasforma radicalmente quanti credono in Lui e apre loro l'accesso ad una vita incorruttibile e immortale. Riconoscere e accogliere la forza trasformante della fede in Gesù Cristo sostiene i cristiani anche nella ricerca della piena unità tra di loro". Il Santo Padre ricorda poi come i sussidi di questa Settimana di preghiera siano stati preparati da un gruppo polacco, ricordando come la Polonia "ha conosciuto una lunga storia di lotte coraggiose contro varie avversità e ha ripetutamente dato prova di grande determinazione, animata dalla fede". Papa Benedetto XVI poi riflette: "Nel corso dei secoli, i cristiani polacchi hanno spontaneamente intuito una dimensione spirituale nel loro desiderio di libertà ed hanno compreso che la vera vittoria può giungere solo se accompagnata da una profonda trasformazione interiore. Essi ci ricordano che la nostra ricerca di unità può essere condotta in maniera realistica se il cambiamento avviene innanzitutto in noi stessi e se lasciamo agire Dio, se ci lasciamo trasformare ad immagine di Cristo, se entriamo nella vita nuova in Cristo, che è la vera vittoria". Ad alcuni ritornerà in mente a questo proposito la frase che proprio Gesù ha detto a Santa Faustina Kowalska: "Amo la Polonia in modo particolare e, se ubbidirà al Mio volere, l'innalzerò in potenza e santità. Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia ultima venuta" (Diario, 1732). E non a caso Papa Benedetto XVI osserva: "L'unità visibile di tutti i cristiani è sempre opera che viene dall'alto, da Dio, opera che chiede l'umiltà di riconoscere la nostra debolezza e di accogliere il dono. Però, per usare un'espressione che ripeteva spesso il Beato Papa Giovanni Paolo II, ogni dono diventa anche impegno. L'unità che viene da Dio esige dunque il nostro quotidiano impegno di aprirci gli uni agli altri nella carità". Fu proprio Giovanni Paolo II, il papa polacco, ad istituire la Domenica della Divina Misericordia il 30 Aprile del 2000, durante la Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione della Beata Suor Maria Faustina Kowalska (http://is.gd/9RsoXP). La Festa della Divina Misericordia è descritta alla suora polacca proprio da Gesù in persona nel 1936 con queste parole: "Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la Festa della Misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità. Tutto quello che esiste, è uscito dalle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L'umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia" (Diario 699; "Diario, la misericordia divina nella mia anima" Santa Maria Faustina Kowalska; Libreria Editrice Vaticana, traduzione Edoardo Ravaglia). Papa Benedetto XVI ricorda poi l'appuntamento di mercoledì prossimo: "Mercoledì prossimo, come è consuetudine, concluderemo la Settimana di preghiera con la solenne celebrazione dei Vespri della Festa della Conversione di San Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale saranno presenti anche i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità cristiane".

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