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Barbara Berlusconi: la cattedra? Una "battuta paterna" di Verzé

Polemiche sul "nepotismo" universitario per una cattedra che don Verzé avrebbe offerto alla neolaureata figlia del premier Barbara Berlusconi. Uno schiaffo ai ricercatori precari, mormora la rete, "una battuta paterna" risponde alle polemiche l'Università San Raffaele.

Barbara Berlusconi si è laureata il 20 luglio in filosofia con 110 e lode all'Università San Raffaele di Milano presentando una tesi su Amartya Sen, economista indiano premio nobel per l'economia nel 1998. La tesi era intitolata "Il concetto di benessere libertà e giustizia nel pensiero di Amartya Sen", ma non sulla qualità della tesi né sulla lode si concentrano le polemiche di questi giorni.
Le crononache ci riportano il giorno di ordinario successo della figlia del premier: Barbara Berlusconi era vestita con completo grigio, è stata la prima dei candidati ad essere ascoltata dalla commissione, è tornata a casa dopo il colloquio e poi è ritornata all'Università per la "cerimonia di proclamazione". Là Barbara ha trovato papà, il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi che ha ascoltato con attenzione la relazione del rettore don Luigi Verzé, a cui lo lega una grande e affettuosa amicizia.
Dopo la relazione e la proclamazione dei cinque neo laureati c'è stato il tradizionale lancio in aria del tocco come si usa nei telefilm americani.
La polemica è scoppiata dopo la cerimonia quando si sono diffuse le parole di don Verzé rivolte a Barbara Berlusconi che per molti sono risultate uno schiaffo a tutti i ricercatori e precari italiani.
La lettera a "La Repubblica" di Roberta De Monticelli, docente di filosofia della persona alla facoltà di Filosofia dell'Università Vita Salute San Raffaele racchiudono il succo delle polemiche. Scrive la docente: "Non è certamente in mio nome che il nostro rettore, don Luigi Verzé, intervenendo come è suo diritto alla cerimonia delle proclamazioni delle lauree, si è rivolta alla sola candidata Barbara Berlusconi, che giungeva a conclusione del suo percorso triennale, chiedendole se riteneva che potesse nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero dell'autore sul quale verteva la sua tesi (Amartya Sen), e invitandola a diventare docente di questa Università, in presenza del presidente del Consiglio, il quale assisteva alla cerimonia".
Ma ieri, 22 luglio, una lettera al "Corriere della Sera" di Michele Di Francesco Preside della Facoltà di Filosofia e Massimo Cacciari, Prorettore Vicario dell'Università Vita-Salute San Raffaele, buttano acqua sul fuoco: "L'idea che una battuta paterna del Rettore Don Verzé, peraltro ripetuta in passate occasioni nei confronti di altri studenti, possa essere interpretata come la proposta formale nei confronti della signora Barbara Berlusconi di far parte del corpo docente del San Raffaele sfida ogni ragionevolezza e ogni criterio di buon senso. Al San Raffaele, come in ogni Università italiana l'accesso alla docenza è regolato dalle leggi dello Stato che governano i concorsi universitari".

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