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Obama vuole riaprire le trivellazioni in mare

L'amministrazione Obama preme per riaprire le perforazioni in acque "poco profonde" per la ricerca di petrolio e gas naturale nonostante avesse garantito un giro di vite sulle trivellazioni.

L'amministrazione Obama, secondo la stampa americana e il WSJ, spinge per riaprire le perforazioni in acque "poco profonde" per la ricerca di petrolio e gas naturale. Obama, che solo il 22 maggio aveva garantito un giro di vite sulle trivellazioni dichiarando che sarebbero state consentite "solo se sarà garantito che non potranno provocare disastri ambientali", ora pare aver cambiato idea o quantomeno aver trovato la garanzia che "simili disastri non si ripetano in futuro".
La moratoria di sei mesi sulle trivellazioni imposta dal Presidente infatti piace ai pellicani, alle tartarughe e all'ecosistema ma non alle aziende petrolifere e ai suoi occupati (che evidentemente non si sentono parte dell'ecosistema ma del ciclo della raffinazione).
Chi si è ampiamente distinto in veementi proteste è il governatore della Luisiana Bobby Jindal che ha attaccato Obama per la moratoria sulle perforazioni che "potrebbe uccidere migliaia di posti di lavoro Luisiana".
I lavoratori del Golfo del Messico pertanto si mobilitano contro l'amministrazione USA per la perdita di posti di lavoro nel settore petrolifero e l'amministrazione americana, velocizzando le nuove regole di trivellazione, cerca di dare delle risposte con un - perforiamo, ma piano piano.

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