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Obama: ok NDAA. Detenzione militare di cittadini a tempo indeterminato

Il premio Nobel per la Pace inizia il nuovo anno firmando il disegno di legge NDAA che permetterà, se andrà in porto, "la detenzione militare a tempo indeterminato senza processo di cittadini americani". Naturalmente, sempre in nome della sicurezza degli Stati Uniti.

Il premio Nobel per la Pace Barack Obama ha appena dato il proprio assenso, probabilmente per inaugurare il nuovo anno in grande stile, ad una legge che già molti, negli USA, considerano come gravemente liberticida. Il presidente USA Obama, nonostante più volte abbia in passato lasciato intendere che avrebbe emesso il proprio veto al riguardo, ha firmato il disegno di legge National Defense Authorization Act (NDAA), che permette la detenzione militare a tempo indeterminato, pur precisando nel consueto discorso del Sabato di avere comunque "serie riserve" circa le disposizioni che regolano "l'interrogatorio di detenzione e il perseguimento dei sospetti terroristi". Obama ha assicurato che la sua amministrazione "non autorizzerà la detenzione militare a tempo indeterminato senza processo di cittadini americani", ma ciò non può bastare certo a rassicure gli animi. Come fa notare la ACLU (American Civil Liberties Union), la dichiarazione di Obama parla "solo di come la sua amministrazione intende far valere la NDAA ma non influisce sul modo in cui la legge verrà interpretata dalle amministrazioni successive". La ACLU spiega infatti che la legge è molto "pericolosa perché non ha limiti temporali o geografici, e può essere utilizzata da questo Presidente come da quelli futuri per detenere militarmente persone catturate lontano da qualsiasi campo di battaglia". La ACLU precisa quindi di ritienere che "qualsiasi detenzione militare di cittadini americani o di altri negli Stati Uniti è incostituzionale e illegale, anche sotto la NDAA", sottolineando come "l'ampiezza del potere di detenzione del NDAA viola il diritto internazionale perché non si limita alle persone catturate nel contesto di un conflitto armato, come richiesto dalle leggi di guerra". "Siamo molto delusi che il presidente Obama abbia firmato questa proposta di legge - aggiunge la ACLU - Per fortuna abbiamo tre rami del governo, e la parola definitiva appartiene alla Corte Suprema". La ACLU conclude però che "il Congresso e il presidente hanno anche un ruolo da svolgere nel ripulire il guaio che hanno creato, perché nessun cittadino americano o di qualunque altro Paese dovrebbe vivere nella paura che questo o qualsiasi futuro presidente abuserà dell'autorità di detenzione del NDAA". La nuova legge permetterebbe di mettere sotto custodia militare ogni persona indagata membro di al-Qaeda o "forze associate" e coinvolte nella pianificazione o nel tentativo di effettuare un attacco agli Stati Uniti o ai suoi partner della coalizione.

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