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Obama: il confine Israele-Palestina sarà diverso da quello del 1967

Nel suo discorso sul Medio Oriente Barack Obama aveva affermato che la pace tra Israele e Palestina dovrà essere "basata sui confini del 1967 con scambi mutualmente concordati". Parlando all'AIPAC precisa però che "israeliani e palestinesi negozieranno un confine diverso da quello che esisteva il 4 giugno del 1967".

Nel suo discorso sul Medio Oriente il Presidente USA Barack Obama aveva affermato che la pace tra Israele e Palestina dovrà essere "basata sui confini del 1967 con scambi mutualmente concordati". Una affermazione che aveva suscitato una secca replica del premier israeliano Netanyahu, puntualizzando che "una pace basata sulle illusioni è destinata ad essere schiacciata dalla dura realtà Medio Orientale". Parlando il 22 maggio davanti alla lobby ebraica AIPAC, Barack Obama è quindi ritornato sull'argomento, ribadendo non solo il sostegno "incrollabile" degli Stati Uniti nella difesa della sicurezza d'Israele ma precisando che con quella frase voleva dire "che, per definizione, israeliani e palestinesi negozieranno un confine che è diverso da quello esistente il 4 giugno 1967 - concludendo - Questo è ciò che 'scambi mutualmente concordati' significa". Obama sottolinea anche che questa formula "consentirà alle parti di prendere atto di tutti i mutamenti avvenuti negli ultimi 44 anni, incluse le nuove realtà demografiche sul campo". Tutto chiarito quindi, tanto che Netanyahu si è detto "deciso ad operare col presidente Obama" per "ricercare le strade adatte a rilanciare le trattative di pace". Interpellato dall'Ansa, Sami Abu Zuhri, il portavoce di Hamas, al potere nella Striscia di Gaza, afferma come sia evidente che il discorso di Obama è "allineato con Israele", sottolineando che "i tentativi dell'amministrazione americana di convincere Hamas a riconoscere la occupazione resteranno sempre vani". Barack Obama, Premio Nobel per la Pace, ha anche spiegato come sia essenziale la sicurezza di Israele, ricordando quindi come gli Stati Uniti abbiano infatti reso disponibili ai loro "alleati" israeliani le "tecnologie più avanzate, i fondi per gli aiuti militari a livelli record" e naturalmente l'impegno USA nel riuscire "a mantenere la superiorità qualitativa militare israeliana nella regione". Obama non ha mancato di rammentare, infine, l'impegno americano a bloccare i tentativi di "inserire le Nazioni Unite in questioni che che dovrebbero essere risolte attraverso negoziati diretti tra israeliani e palestinesi".

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