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Obama ha "piena fiducia" in Mario Monti. Uniti da Goldman Sachs?

Barack Obama chiama Mario Monti, che si è "felicitato" con il premier "per l'ampio appoggio ricevuto dal Parlamento" esprimendo "la piena fiducia" nel suo "operato". Un entusiasmo legato da Goldman Sachs, potrebbero pensare i più maliziosi?

La prima giornata "lavorativa" di Mario Monti è trascorsa, tra un Cdm dove avrebbe invitato i ministri a presentare, entro venerdì, i provvedimenti di competenza dei vari ministeri, e una telefonata con il presidente degli Stati Uniti. Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, Barack Obama, infatti, ha chiamato il nuovo premier italiano, e si è prima di tutto "felicitato" con Mario Monti "per l'ampio appoggio ricevuto dal Parlamento per la formazione del suo Governo ed ha espresso il proprio apprezzamento per la sua disponibilità ad assumere una così grande responsabilità in momenti di complessa congiuntura economica e finanziaria italiana ed internazionale". Obama ha inoltre "tenuto ad esprimere la piena fiducia nell'operato del Presidente del Consiglio, anche alla luce della sua riconosciuta esperienza in ambito europeo ed internazionale, sottolineando come l'elevata competenza dei membri del nuovo Esecutivo sia ulteriore garanzia di un'efficace azione di Governo" e, nel "ricordare gli sforzi comuni in Libia, Afghanistan, Libano e Kosovo", ha invitato Mario Monti "a tenersi in stretto contatto" con lui "su tutti i temi internazionali ed in particolare sugli sviluppi della situazione finanziaria nell'eurozona, auspicando che sia possibile realizzare quanto prima un incontro". Insomma, Barack Obama sembra entusista di avere come interlocutore l'economista, forse anche perché, potrebbero pensare i più maliziosi, Mario Monti è dal "2005 international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute" (Wikipedia). Tra il 2008 e il 2011, infatti, "Wall Street entra a palazzo con Obama, in blocco, con Larry Summers (Citigroup), Bob Rubin (Goldman Sachs), Tim Geithner (FED di New York), Henry Paulson (Goldman Sachs), William Daley (JPMorgan Chase), Gene Sperling (Goldman Sachs), Paul Volcker (Rothschild, Rockefeller), Mark Patterson (Goldman Sachs). Daley addirittura ha mantenuto 8 milioni di dollari d'interessi in JP Morgan e nessuno ha fiatato" come scriveva Paolo Barnard (http://is.gd/f6C7Mj) sul suo sito, ricordando che Barack Obama "ha come maggior finanziatore della sua campagna elettorale Goldman Sachs, e infatti mentre 60 milioni di americani con figlie e mogli tremavano a rischio di sfratto e rovina finanziaria per causa delle truffe di Wall Street, Obama ha sborsato 11mila miliardi di dollari per salvare solo i suoi amici banchieri, per primi Goldman Sachs con subito 14 miliardi di dollari". Barnard entra nel dettaglio della questione nell'articolo "Obama? Seguite i soldi" (http://is.gd/nz7Igk), dove rammenta che "una delle regole più note del giornalismo anglosassone è 'follow the money', cioè segui i soldi se vuoi capire come realmente funzionano le cose". Regola che spesso (e volentieri?) viene dimenticata in una parte del giornalismo italiano.

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