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Obama: flusso migranti colpa del caos in Libia. E della guerra del 2011

Barack Obama afferma che il grande flusso di migranti che fuggono dalla Libia è il frutto "del caos" creato "dai conflitti tribali e dalle diversità religiose in quel paese". Obama dimentica però che questo "caos" divenuto ufficialmente seconda guerra civile di Libia, è scoppiato dopo intervento militare del 2011 che ha portato all'uccisione di Muammar Gheddafi.

Barack Obama afferma che il grande flusso di migranti che fuggono dalla Libia è il frutto "del caos" creato "dai conflitti tribali e dalle diversità religiose in quel paese". Obama però non rammenta che questi "conflitti tribali" sono esplosi dopo l'intervento militare in Libia del 2011, iniziato a seguito di una risoluzione dell'ONU con un primo intervento della Francia. Dopo dopo, però, la guerra contro Muammar Gheddafi è stata portata avanti dall'operazione Unified Protector a guida NATO, composta inizialmente da Belgio, Canada, Danimarca, Italia, Francia, Norvegia, Qatar, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Il 28 aprile, vi è stato il primo coinvolgimento dei cacciabombardieri italiani, in operazioni di attacco al suolo. Il 20 ottobre 2011 Gheddafi è stato ucciso dai ribelli, ma questo non ha portato alla liberazione della Libia ma al "caos" descritto da Obama a causa delle numerose milizie armate rivali rimaste sul territorio, scoppiato nel 2014 nella seconda guerra civile in Libia. Le principali forze in contrapposizione sono da una parte il governo internazionalmente riconosciuto, basato nella città orientale di Tobruk e sostenuto dall'operazione Dignità del generale Haftar e dall'altra il governo basato nella capitale Tripoli e sostenuto dal Nuovo Congresso Nazionale Generale e dalla coalizione di Alba Libica. Negli ultimi mesi, hanno inoltre fatto ingresso in Libia i miliziani affiliati allo Stato Islamico (ISIS), in guerra contro entrambi gli schieramenti e tutto il mondo occidentale.

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