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Obama "fiducioso" ma "il tempo sta per scadere". Poi è default

Barack Obama sembra aver perso la sua tanto decantata leadership e rinnova al Congresso l'appello a trovare un "compromesso" per evitare il default degli stati Uniti, il primo della storia americana.

"Chiedo ai Repubblicani e ai Democratici in Senato di trovare un terreno comune su un piano che tutti e due i partiti possono appoggiare e che io possa firmare entro martedì: non è una situazione in cui le due parti sono così lontane". Con queste parole il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama invita il Congresso a trovare un accordo per evitare il default degli USA, e il possibile downgrade che le agenzie di rating effettuerebbero se non si riuscisse entro il 2 agosto a trovare un patto sull'innalzamento del debito pubblico americano. Per Obama riuscire a mettere d'accordo le due ali del Congresso sembra essere molto più difficoltoso di quanto non lo sia stato per Giorgio Napolitano, a cui è bastato un invito alla "coesione nazionale" per far votare al Parlamento, in soli 3 giorni, una manovra correttiva da circa 80 miliardi di euro. Come gli Stati Uniti, anche l'Italia era sotto il pressing delle Borse (e continua ad esserlo), ma a differenza dei politici nostrani quelli americani non sembrano intenzionati a cedere a troppi compromessi. E così Barack Obama è costretto ad un nuovo appello, per ricordare come sia "urgente fare sforzi per evitare il default". "Ci sono molte strade per uscire da questa situazione ma il tempo sta per scadere - continua Obama - Dobbiamo raggiungere un compromesso entro martedì in modo che il Tesoro possa continuare a pagare i propri conti come ha sempre fatto. Se non lo faremo potremmo perdere il rating AAA e non perché non abbiamo la capacità di pagare i nostri conti ma perché non abbiamo un sistema politico AAA". "Ci sono diverse strade per risolvere il problema" spiega ancora Obama, che finora non sembra venire troppo ascoltato, tanto che in molti cominciano a domandarsi dove sia finita la sua tanto acclamata leadership, che non sembra riuscire ad emergere proprio nel momento più difficoltoso per gli Stati Uniti d'America. Barack Obama continua a ripetere che "quello che è chiaro ora è che ogni soluzione per evitare il default deve essere bipartisan, deve avere l'appoggio di tutti e due i partiti che sono stati eletti per rappresentare gli americani e non solo una fazione". Ma la verità è che l'accordo dovrà "avere l'appoggio della Camera e del Senato", e i democratici di Obama non hanno la maggioranza da dopo le elezioni di metà mandato. Per questo motivo il Congresso è in stallo. Obama ribadisce infine che "il tetto del debito non determina quanto possiamo spendere ma concede al Paese la capacità di pagare i propri conti", ma finora tali rassicurazioni non sembrano aver convinto quella parte che non vuole proprio sentir parlare di aumentare un debito pubblico che attualmente è già fissato alla esorbitante cifra di 14.294 miliardi di dollari. Il Presidente USA dice comunque di essere "fiducioso" del fatto che il problema verrà risolto in tempo. Anche perché, se così non fosse, sarebbe "un armageddon, un'apocalisse economica", come Obama ha già "ottimisticamente" definito il default.

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