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Obama chiama Renzi. Ma sanzioni contro Russia passino da voto Parlamento

Barack Obama chiamerà i leader europei per attuare le "già pronte ulteriori sanzioni" contro la Russia. Obama parlerà anche con Matteo Renzi, che dovrebbe però portare le "richieste" degli USA in Parlamento, il quale deciderà se votare o meno le nuove sanzioni contro Mosca.

Barack Obama annuncia che questa sera parlerà con gli altri leader europei di nuove sanzioni da infliggere alla Russia. Il segretario di Stato americano John Jerry ha infatti avvisato Mosca che se non sceglierà "la via della de-escalation in Ucraina" allora "il mondo (inteso come USA e UE, ndr) farà in modo che i costi per la Russia potranno solo che crescere". Dall'altra parte il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha spiegato che Mosca conosce bene i metodi che gli Stati Uniti utilizzano per convincere gli altri Stati a votare le proprie risoluzioni, e cioè minacciando di togliere appoggio ed aiuti economici. Ed Obama in effetti spiega: "Parlerò con alcuni leader europei e farò in modo che essi condividano la mia valutazione in merito a quello che sta succedendo (in Ucraina, ndr) dopo i colloqui di Ginevra". Nel corso di una conferenza stampa in Corea del Sud, Barack Obama annuncia quindi che "presupponendo che non vedremo cambiamenti drastici nel comportamento da parte dei russi" sono "già pronte una serie di supplementari sanzioni mirate" contro gli interessi economici di Mosca.

Tra i leader che Barack Obama dovrà convincere nel corso di una conferenza telefonica, oltre al primo ministro britannico David Cameron, il presidente francese Francois Hollande e il cancelliere tedesco Angela Merkel, anche il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, che difficilmente sarà scettico come la Repubblica Ceca e la Slovacchia in merito alle ulteriori sanzioni da infliggere alla Russia, visto che potrebbero avere un impatto negativo sull'economia dell'UE. Anche per questo, Matteo Renzi dovrebbe questa sera solamente raccogliere le "proposte" di Barack Obama e portarle in Parlamento, che dovrà decidere se votare o meno le sanzioni contro la Russia.

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