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Obama avverte Gheddafi: diritti umani non negoziabili

In Libia ormai è un vero e proprio genocidio, dove per descrivere il numero dei morti si ricorre ad una antica parola greca: ecatombe. Gheddafi bombarda il suo popolo, fosse comuni in spiaggia, l'Italia è assente. Interviene Obama e chi ha orecchie per intendere, intenda.

Barack Obama non usa mezzi termini quando parla di Libia e chiede con forza che i diritti umani siano rispettati.
Il presidente degli Stati Uniti chiede la fine del massacro in Libia e dichiara che "è scandalosa ed inaccettabile la sofferenza e lo spargimento di sangue, così come le minacce e l'ordine di sparare sui manifestanti pacifici. Queste azioni violano le norme internazionali e di ogni standard di decenza. Questa violenza deve cessare".
Obama ha anche sottolineato che ha chiesto alla sua amministrazione un elenco di opzioni su come rispondere alla crisi libica: "Questo comprende le azioni che possiamo intraprendere e quelle che saranno coordinate con i nostri alleati e partners" ha sottolineato.
"Gli Stati Uniti inoltre sostengono con vigore i diritti universali del popolo libico che includono i diritti di riunione pacifica, la libertà di parola, e il diritto del popolo libico di determinare il proprio destino - ha detto ancora Obama - Questi sono i diritti umani. Essi non sono negoziabili. Essi devono essere rispettati in ogni Paese. E non si possono negare con la violenza o la soppressione".
Il mondo libero, anche quello "appena arrivato", come quello egiziano e tunisino, spera che le parole "sui diritti umani" di Obama siano sincere e corrispondano ai fatti, per tutti i casi e le questioni, a cominciare da Guantanamo per finire con Julian Assange e WikiLeaks.

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