Se un Premio Nobel della Pace come Barack Obama concorda con Berlusconi che "un'ulteriore pressione è necessaria per rafforzare la missione di protezione dei civili" apprezzando "il contributo dell'Italia" alla missione NATO in Libia", perché la guerra non dovrebbe diventare pace?
Nella serata di ieri Silvio Berlusconi, nel corso di una lunga conversazione telefonica, informa il Presidente Obama che l'Italia aumenterà "l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973". In poche parole, il governo italiano ha deciso di bombardare la Libia, naturalmente "con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica", specifica Palazzo Chigi. Anche il Ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolinea come quelli in Libia non saranno "bombardamenti indiscriminati ma missioni con missili di precisione su obiettivi specifici", anche se tali precisazioni sembrano comunque andare a cozzare con quanto sancito dall'articolo 11 della nostra Costituzione, che stabilisce che "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Ma d'altronde quando un Premio Nobel della Pace come Barack Obama concorda con Berlusconi che "un'ulteriore pressione è necessaria per rafforzare la missione di protezione dei civili", perché la guerra non dovrebbe diventare pace ed essere intrapresa solo per proteggere i civili?
In Libia ormai è un vero e proprio genocidio, dove per descrivere il numero dei morti si ricorre ad una antica parola greca: ecatombe. Gheddafi bombarda il suo popolo, fosse comuni in spiaggia, l'Italia è assente. Interviene Obama e chi ha orecchie per intendere, intenda.
Un sondaggio condotto da Pew Research Center rivela che il 18% degli americani sono convinti che il loro Presidente sia di fede musulmana. Il portavoce della Casa Bianca risponde che Barack Obama "è ovviamente cristiano e prega ogni giorno".
L'ex generale James Jones, Consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, si è dimesso. Al suo posto Thomas E. Donilon. I contrasti tra James Jones e l'amministrazione Obama nascono dopo le rivelazioni a Bob Woodward per il suo libro "Obama's Wars".
Il premio Nobel per la Pace inizia il nuovo anno firmando il disegno di legge NDAA che permetterà, se andrà in porto, "la detenzione militare a tempo indeterminato senza processo di cittadini americani". Naturalmente, sempre in nome della sicurezza degli Stati Uniti.