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Obama: Gheddafi lasci per il bene della Libia. ONU verso sanzioni

Barack Obama ha condannato l'operato di Gheddafi invitando il dittatore libico a lasciare il potere per il bene della Libia. E mentre l'ONU si prepara a varare delle sanzioni ai danni di Tripoli, Ignazio La Russa afferma che "di fatto" il trattato Italia-Libia è sosperso.

Barack Obama e la cancelliera tedesca Angela Merkel, in una converzazione telefonica, "hanno condiviso la preoccupazione sulle continue violazioni da parte del governo di Tripoli dei diritti umani e sugli atti di brutalità compiuti ai danni del popolo". La Casa Bianca spiega inoltre che da parte dei due governi vi sarà tutto il sostegno necessario richiesto dal popolo libico, che ora e in futuro ha bisogno di vedere "tutelati i diritti universali" e soprattutto di "un governo che risponda alle loro aspirazioni".
Ma ciò che è più importante, dal punto di vista politico, è che Obama abbia condannato direttamente l'operato del colonnello Gheddafi. Finora gli interventi del Presidente degli Stati Uniti d'America erano stati espressi senza mai nominare il dittatore libico, mentre in un comunicato Obama afferma che "Quando un leader sta al potere con l'unico scopo di usare violenza generalizzata contro il suo popolo ha perso ogni legittimità di governo".
Barack Obama è chiaro quindi quando dice che "per il bene" della Libia "è necessario" che Gheddafi "lasci subito il potere". Subito dopo gli fa eco anche il segretario di Stato Hillary Clinton, che sostiene: "Gheddafi dovrebbe andare via senza ulteriori bagni di sangue e altre violenze. Il popolo libico ha spiegato in modo chiaro cosa pensa del futuro di Gheddafi".
In queste ore, intanto, è attesa la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che sta per varare sanzioni ai danni di Tripoli mantre il ministro della Difesa Ignazio La Russa annuncia che "di fatto, il Trattato tra Italia e Libia non c'è più, è inoperante, è già sospeso".
"Non ci voleva un genio per capire che con un dittatore sanguinario come Gheddafi non si possono sottoscrivere accordi" afferma dopo l'annuncia di La Russa il portavoce dell'IdV Leoluca Orlando, mentre Pier Ferdinando Cosini dell'Udc sottolinea che la sospensione "di fatto" per "mancanza della controparte" non è tollerabile e che quindi "bisogna immediatamente abrogare il trattato-vergogna con la Libia che non avrebbe mai dovuto essere approvato dal parlamento".

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