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Guantanamo dopo 10 anni. Obama non lo chiude e firma anche il NDAA

Dieci anni fa, l'11 gennaio del 2002, entravano a Guantanamo i primi detenuti, dando inizio ad una lunga serie di violazioni di diritti umani. Al posto di George Bush è arrivato Barack Obama, ma la situazione, se possibile, è addirittura peggiorata.

L'11 settembre del 2001 è la data che ha cambiato il mondo. Dopo l'attentato alle Torri Gemelle di New York, infatti, Governi e Stati hanno spesso avuto carta bianca nel ridurre i diritti personali in nome della sicurezza nazionale. Il 14 settembre del 2001, come ricorda Amnesty International, "il Congresso degli USA approva la risoluzione 'Autorizzazione all'uso della forza militare' (AUMF), che conferisce al presidente un'autorizzazione senza precedenti a usare la forza contro 'nazioni, organizzazioni e individui' che egli determini siano collegati in qualunque modo agli attacchi o a futuri atti di terrorismo internazionale". Quattro giorni dopo l'AUMF diventa legge. Il 13 novembre 2001 "il presidente Bush emana l'ordine militare intitolato 'Detenzione, trattamento e processo di determinate persone che non sono cittadini statunitensi, nella guerra contro il terrorismo', ordinando al segretario alla Difesa di trovare una 'collocazione adeguata' per la detenzione, a tempo indeterminato e senza incriminazione, di persone non di nazionalità statunitense".
"L'ordine cerca di impedire ai detenuti - spiega sempre Amnesty - di cercare un rimedio giudiziario presso i tribunali nazionali, stranieri e internazionali. Se un detenuto dovesse essere processato, il procedimento si terrebbe di fronte a una commissione militare, un organismo creato dal potere esecutivo, diverso da un tribunale ordinario, indipendente e imparziale". Gli Stati Uniti definiscono come "collocazione adeguata" Guantanamo, e l'11 gennaio del 2002 vengono deportate le prime persone dall'Afghanistan, che però non saranno ritenute "prigionieri di guerra" perché George Bush "firma un memorandum secondo il quale nessun detenuto talebano o di al-Qaeda sarà considerato prigioniero di guerra e l'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 1949 non si applicherà nei loro confronti". Sempre Amnesty sottolinea che "l'articolo 3, tra l'altro, proibisce processi iniqui, torture, atti di crudeltà e 'oltraggi alla dignità personale, in particolare i trattamenti umilianti e degradanti' ".
Sul sito dell'Organizzazione non governativa, che ricorda come "la mancata chiusura del centro di detenzione di Guantanamo da parte del governo degli USA sta lasciando un'eredità velenosa ai diritti umani", una pagina dedicata alla cronologia degli eventi, dall'attentato alle Twin Towers al fatto che, a dieci anni di distanza, il 1 dicembre 2011 "171 persone provenienti da oltre 20 paesi" restano ancora "detenute a Guantanamo, la maggior parte delle quali senza accusa né processo", e questo nonostante l'attuale presidente degli Stati Uniti, nonché Nobel per la Pace, Barack Obama, avesse promesso a due giorni dal suo insediamento (il 22 gennaio 2009) che entro un anno il centro di detenzione di Guantanamo sarebbe stato chiuso.
Come evidenzia Amnesty International, che diffonde (in inglese) il rapporto "Guantánamo: un decennio di danni ai diritti umani" (http://is.gd/97dy8e), di queste 171 persone ancora detenute "almeno 12 furono trasferiti l'11 gennaio di 10 anni fa: uno di essi sta scontando una condanna all'ergastolo inflitta da una commissione militare nel 2008, gli altri 11 non sono mai stati incriminati". "L'attuale Amministrazione, nel gennaio 2010, ha asserito che 48 detenuti di Guantanamo non potranno essere processati né rilasciati, ma dovranno rimanere in detenzione militare a tempo indeterminato, senza accusa né processo penale, in base a un'interpretazione unilaterale delle leggi di guerra - riporta sempre Amnesty - In 10 anni, solo uno dei 779 detenuti di Guantánamo è stato trasferito negli USA per essere processato da una corte federale civile. Altri hanno subito processi iniqui da parte delle commissioni militari. L'Amministrazione USA intende chiedere la pena di morte nei confronti di sei detenuti attualmente sotto processo".
"Il governo statunitense ha violato i diritti umani dal primo giorno di apertura del centro di detenzione e continua a violarli ora che entriamo nell'undicesimo anno" ha dichiarato Rob Freer, ricercatore di Amnesty International sugli USA.
Fatto ancora più inquietante, secondo molti osservatori, non è solo che Barack Obama abbia mentito riguardo la chiusura di Guantanamo ma il fatto che l'attuale presidente USA, visto come un vento di cambiamento al momento della sua elezione, abbia invece firmato da pochi giorni il disegno di legge NDAA (National Defense Authorization Act http://www.mainfatti.it/Barack-Obama/Obama-ok-NDAA-Detenzione-militare-di-cittadini-a-tempo-indeterminato_040958033.htm) che permetterà "la detenzione militare a tempo indeterminato senza processo di cittadini americani". Obama ha infatti dato il proprio placet ad una legge fortemente liberticida, nonostante in passato abbia più volte ripetuto che sul tema avrebbe posto il proprio veto. La ACLU (American Civil Liberties Union) avverte che la legge è molto "pericolosa perché non ha limiti temporali o geografici, e può essere utilizzata da questo Presidente come da quelli futuri per detenere militarmente persone catturate lontano da qualsiasi campo di battaglia", sottolineando come "l'ampiezza del potere di detenzione del NDAA viola il diritto internazionale perché non si limita alle persone catturate nel contesto di un conflitto armato, come richiesto dalle leggi di guerra". Insomma, nonostante siano passati 10 anni, e alla guida della Casa Bianca sia arrivato Barack Obama al posto di George Bush, nulla sembra essere davvero cambiato. Forse addirittura anche un po' peggiorato.

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